Arrestato Julian Assange: il fondatore di WikiLeaks finisce 'ulteriormente' in manette

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Nell'ultimo anno, da quando il nuovo presidente ecuadoriano Lenin Moreno si è insediato alla guida del Paese dopo aver promesso che avrebbe accettato la sua estradizione, l'editore di Wikileaks si era reso conto che le sue ore nell'ambasciata di Kensington Bridge erano contate.

Assange vive dal 2012 nell'ambasciata ecuadoriana a Londra, dove si è rifugiato per sfuggire alla giustizia svedese per un presunto caso di violenze sessuali, ma soprattutto temendo di poter essere consegnato alla giustizia Usa, a causa della pubblicazione di documenti riservati della Casa Bianca. Il 28 novembre 2010, dopo averlo annunciato diverso tempo prima, WikiLeaks - di cui Assange è fondatore - rende di pubblico dominio oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Secondo quanto riporta il cinguettio, sarebbero stati gli stessi funzionari dell'ambasciata ad autorizzare l'ingresso della polizia nell'edificio, altrimenti vietato: segno, questo, che il governo di Quito ha deciso di revocare l'asilo.

Il Dipartimento di Stato Usa ha inviato tramite i suoi legali una lettera di diffida all'avvocato di Assange, appellandosi all'illegalità insita nel semplice possesso di quei documenti da parte dei gestori di Wikileaks, e negando al contempo ogni tentativo di negoziazione per bloccare la pubblicazione. Gli Stati Uniti ne hanno già chiesto l'estradizione.

Il fondatore di Wikileaks è stato fermato dalla polizia britannica anche in seguito a una richiesta di estradizione americana.

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L'arresto a sorpresa di Julian Assange, avvenuto ieri a Londra, ha provocato com'era prevedibile reazioni contrastanti, tra chi lo dipinge come un terrorista manipolato dai russi e chi come un paladino del free speech.

Le accuse ad Assange sono ben spiegate all'interno di un comunicato pubblicato sul sito internet del ministero della Giustizia Usa. Ora che non è più protetto potrebbe infatti essere estradato negli Stati Uniti e processato per aver pubblicato documenti riservati relativi alle guerre in Afghanistan e in Iraq. Chiedendo, invece, asilo all'Ecuador, che lo accoglie nella sua ambasciata a Londra. - 19 maggio 2017: la Svezia archivia le accuse. Resta, per Londra, l'accusa di aver violato gli obblighi legati alla cauzione. Due mesi prima era filtrata la notizia che il deputato repubblicano Dana Rohrabacher avrebbe proposto a Donald Trump di offrire l'immunità ad Assange in cambio della sua disponibilità a escludere che sia stata la Russia a fornire a Wikileaks le mail hackerate ai democratici durante la campagna per le presidenziali. Assange, finora, non è mai stato incriminato negli Stati Uniti.

Il 6 febbraio 2019 il giudice britannico conferma il mandato di cattura. E oggi ribadisce che il Paese sudamericano "ha revocato illegalmente l'asilo politico concesso in precedenza a Julian Assange in violazione del diritto internazionale".

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