Corona, il pg: "Revocare affidamento, un anno di carcere in più"

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Non solo: la 'numero due' della Procura Generale di Milano, l'avvocato Generale Nunzia Gatto, ha chiesto che il periodo già trascorso in affidamento dall'agente fotografico venga sostanzialmente azzerato e non valga come pena scontata. L'imprenditore rischia infatti di rimanere in carcere per un bel po' di tempo.

La Procura generale di Milano ha chiesto che Fabrizio Corona resti in carcere nell'udienza di oggi del Tribunale di Sorveglianza di Milano sulla revoca dell'affidamento terapeutico per Fabrizio Corona.

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Sono giorni difficili questi per Fabrizio Corona, che rischia di trascorrere un anno in più in carcere e che, dopo un lungo silenzio, ha deciso di lanciare un appello disperato. "Mi sono reso conto di aver fatto qualcosa che non andava bene, datemi un'altra possibilità", ha chiesto, in sostanza, ai giudici (presidente Gorra, a latere Rossi) lo stesso Corona, presente all'udienza di discussione, a porte chiuse, durata quasi due ore. Gli avvocati di Fabrizio sono convinti che la situazione cambierebbe se gli fosse concesso un affidamento semi-residenziale, con la possibilità di dormire a casa e l'obbligo di frequentare tre giorni a settimana la comunità terapeutica per disintossicarsi dalla cocaina.

Nei giorni scorsi, infatti, lo stesso avvocato Chiesa aveva chiarito che Corona è pronto a comprendere che d'ora in avanti non potrà più lasciarsi andare ad "eccessi e a comportamenti sopra le righe". Adesso, Corona attende in carcere, dove si trova da ormai oltre tre settimane e ha festeggiato anche il 45esimo compleanno, di sapere se dovrà festeggiare a San Vittore anche i futuri compleanni fino al 2023. Una sorta di affidamento 'restrittivo' che non prevedrebbe, almeno in un primo periodo, nemmeno la possibilità per lui di tornare a lavorare nel suo ambiente. L'agente fotografico, tornato in carcere il 25 marzo scorso su decisione del giudice di Sorveglianza, era in aula e ha parlato, come hanno riferito i suoi legali. In particolare, per la sua "insofferenza" alle regole e per la "incomprensione" da parte sua della misura dell'affidamento, manifestata dall'ex 're dei paparazzi' sia in un video su Instagram che in un'intervista di fine febbraio.

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