Usa, stop a import petrolio Iran per Italia e altri sette paesi

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In effetti, la Casa Bianca, facendo l'annuncio sulla decisione di Trump, ha mostrato che Riad e Abu Dhabi "hanno accettato di prendere le misure appropriate per assicurare la soddisfazione della domanda globale prima del ritiro di tutto il petrolio iraniano dal mercato".

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha salutato la decisione di Donald Trump di non rinnovare le esenzioni per paesi (tra cui l'Italia) che importano petrolio dell'Iran. Tre degli otto Paesi esentati - Italia, Grecia e Taiwan - avevano già cominciato a ridurre la loro importazione di petrolio dall'Iran. Così, ora, dal 2 maggio gli Usa non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse alle otto nazioni, e in caso contrario scatteranno sanzioni nei loro confronti.

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La notizia era stata anticipata dal Washington Post, che citava due fonti del dipartimento di Stato americano spiegando che si tratta di una escalation della campagna di "massima pressione" dell'amministrazione Trump contro Teheran. Gli Usa plaudono "al sostegno dei nostri amici e alleati in questo sforzo".

Il presidente Usa, nel suo tweet, si è anche chiesto se nel perseguire l'accordo sul nucleare non ci sia stata "una grande violazione del logan act", la legge che criminalizza i negoziati da parte di persone non autorizzate con governi stranieri in conflitto con gli Stati Uniti. Primo esportatore di petrolio al mondo, l'Arabia Saudita e' uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente ed e' un Paese rivale dell'Iran e che si contende, con il regime degli ayatollah, l'egemonia sulla regione. La Casa Bianca ha annunciato questa mattina di aver deciso di porre fine alle esenzioni sull'acquisto del greggio della repubblica degli ayatollah, aggiungendo che la decisione e' "destinata a portare a zero le esportazioni di petrolio iraniano". In realtà la nuova presa di posizione di Trump, che entrerà in vigore dall'inizio di maggio, resta però un grosso problema per gli altri cinque Paesi interessati tra cui alleati storici degli Usa e colossi economici come Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. Pechino si oppone "alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati tra Cina e Iran sono "ragionevoli e legittimi".

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