Era ora! AltaForte esclusa dal 32° Salone del Libro di Torino

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"La Fim, federazione italiana metalmeccanici, ha messo a disposizione i suoi legali in sostegno dell'esposto presentato dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, "per sostenere l'azione di Regione e Comune nel valutare l'apologia di fascismo di editori e/o persone presenti al Salone del libro", si legge in una nota". La definizione di libro-progetto è quella che meglio si addice a "Libertinia".

"Io sono un pluralista se facessimo discriminazione cadremmo nel loro stesso errore, hanno il diritto di esserci visto che stiamo in democrazia, ma un discorso è esserci con le proprie idee un altro discorso è violare la Costituzione" -dice Renato Magistra di Edizioni Leima.

Polacchi ha incontrato la stampa fuori dal Salone del Libro, dove lo stand della casa editrice Altaforte è stato già smantellato.

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Sull'espulsione di Paquetà: " È la gioventù, mi dà fastidio ma serve per la sua crescita ". "Oggi siamo rimasti in 7, non in 10. Facevamo il compitino, ma in questo momento se si sbaglia arrivano le colpe. "Siamo contenti per il risultato arrivato".

"Se tornassi indietro accadrebbe la stessa cosa". Dal punto di vista della tutela degli organizzatori del Salone, "abbiamo inviato la pec con la notifica delle motivazioni, relative al fascicolo aperto dalla giustizia; il fatto di oggi è aggiuntivo e nuovo e quindi abbiamo chiesto di agire in tal senso, visto che le istituzioni hanno ruolo importante all'interno del Salone del Libro di Torino e dobbiamo tutelarne l'immagine e la storia, nonché quelle della nostra città".

Poi ha aggiunto: "Se avete a cuore la libertà d'espressione vi aspetto". "Dopo tanti anni di proficua collaborazione - si legge in una lettera all'assessore Pieroni dal presinte del Salone Bray - ben conosciamo e apprezziamo l'impegno profuso dalla Regione Marche nella valorizzazione del proprio comparto editoriale e nella promozione dello straordinario patrimonio artistico, culturale e ambientale del vostro meraviglioso territorio". "C'è un equivoco di fondo - aggiunge - non ho mai parlato con Matteo Salvini rispetto a questo libro". La Procura, ricevuti gli incartamenti, ha deciso di inserire il nome di Polacchi nel registro degli indagati con l'accusa di apologia di fascismo. Scrittori, fumettisti, editori, sopravvissuti ai campi di concentramento, avevano annunciato la loro mancata partecipazione alla Fiera, offesi e preoccupati del fatto che la casa editrice Altaforte Edizioni, il cui proprietario è intellettualmente vicino a Casapound, partecipasse alla pièce letteraria. E subito mi viene da chiedere che tipo di interlocuzione pensano di avere coloro che continuano a dirmi "bisogna andare e confrontarsi". Ed anche il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia, vincitore del premio Strega nel 2015 con il romanzo La ferocia avrà durante i giorni del Salone il proprio podcast quotidiano per raccontare gli eventi del salone.

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