La Cina annuncia dazi doganali di ritorsione contro le merci statunitensi

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Lo si legge in una nota del ministero del Commercio. Questa azione di Washington è stata considerata "in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l'aspettativa generale della comunità internazionale". E le conseguenze a Wall Street si fanno sentire: crollano i titoli di Boeing e Apple.

Ad essere colpita è una lunga lista di 2.493 beni, su cui verranno imposti da dazi dal 10% al 25%. L'adeguamento alle misure tariffarie è "una risposta all' unilateralismo e al protezionismo" degli Usa.

La notizia è arrivata all'indomani dell'ammissione del consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, che in un'intervista alla Fox ha detto che a pagare il prezzo della guerra commerciale saranno le imprese americane e anche i consumatori, se le aziende dovessero scaricare sui clienti gli aumenti delle tariffe.

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Nella serata americana (prima mattina in Italia), Trump aveva anche difeso la sua decisione di imporre nuovi dazi: "Abbiamo tenuto esattamente la posizione che dovevamo avere". Il presidente Usa continua sostenendo che una guerra commerciale penalizzerà soprattutto i suoi competitor asiatici: "Noi avremo decine di miliardi di dazi dalla Cina - ha continuato - I rivenditori potranno produrre i prodotti negli Usa (ideale) o acquistarli da Paesi che non hanno i dazi". "Io dico in modo aperto al presidente cinese ed a tutti i miei molti amici in Cina che il suo Paese sarà colpito in modo molto duro se non farete un accordo, perché le società saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi", ha scritto Trump, aggiungendo che i nuovi dazi renderebbero "troppo caro comprare in Cina". "Ricordatevi, sono stati loro a rompere l'accordo con noi e a cercare di rinegoziarlo". "Spenderemo (uguale o meglio) il denaro che la Cina potrebbe non spendere più con i nostri Grandi Patrioti Contadini (Agricoltura) che è una piccola parte del totale delle tariffe ricevute, e distribuire il cibo ai popoli che muoiono di fame nelle nazioni di tutto il mondo".

Rispetto poi ai livelli del quarto trimestre 2018, sempre a fine aprile, le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite del 3% mentre le importazioni cinesi di merci statunitensi sono calate del 15% ed in termini assoluti il calo delle importazioni cinesi dagli Usa ha superato di due volte quello delle esportazioni verso gli Usa.

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