Trump firma il bando definitivo di Huawei dagli USA

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Huawei ha definito "irragionevole" l'ordine esecutivo firmato ieri dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dichiara un'emergenza nazionale per le minacce contro la tecnologia statunitense e apre la strada a un divieto totale dei prodotti fabbricati dagli Stati Uniti del gigante cinese delle telecomunicazioni. Tra i maggiori acquirenti c'è anche l'Italia, che in marzo ha aumentato il portafoglio di TBond di 2 miliardi di dollari a 44 miliardi, un livello da record. Facciamo un po' di ordine.

Le attività di Huawei sono un rischio per la sicurezza nazionale e per questo il big cinese e 70 delle sue affiliate sono finite nella 'Entity list' americana, una sorta di lista nera del commercio, che limita per Huawei gli acquisti di componenti da società americane. Ergo: Huawei è fuori dai giochi per la fornitura di infrastrutture per il 5G, la rete di nuova generazione che ha già debuttato oltreoceano.

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Huawei si è detta inoltre "disposta a impegnarsi con il governo di Washington nel proporre misure efficaci per garantire la sicurezza del prodotto". Limitare la possibilità per Huawei di operare negli Stati Uniti non renderà il Paese più sicuro né più forte. Secondo l'azienda di telecomunicazioni, la scelta dell'amministrazione Usa "lascerà il Paese in ritardo nella distribuzione del 5G, danneggiando gli interessi di aziende e consumatori americani". "Il che significa niente di più che il conflitto tra Stati Uniti e Cina non si chiuderà mai con un accordo, che al massimo potrebbe rappresentare solo una tregua temporanea". Tra leaziende fonitrici del gruppo cinese ci sono Intel, Qualcomm, Micron, Seagate, Western Digital e Broadcom. La decisione, appoggiata dal presidente Donald Trump "impedira' che la tecnologia americana venga utilizzata da entita' straniere in un modo tale da minare la sicurezza nazionale Usa - ha spiegato Ross - o gli interessi di politica estera".

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