Fusione FCA-Renault, saltato l'accordo: non ci sono le condizioni

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Dopo le nozze fallite con Renault e i 10 giorni di trattative che avevano eccitato i mercati, il presidente di Fca John Elkann ha scritto una lettera ai dipendenti per spiegare le motivazioni e rassicurare sul futuro del gruppo.

Fca, nel comunicato, ha chiarito che a far saltare l'operazione è stato proprio il governo di Parigi, principale azionista della casa di Boulogne-Billancourt con una partecipazione pari al 15%. "Se domani Fca torna a ridiscutere, sono sicuro che continueremo a dialogare". Alle normali difficoltà tipiche di tutte le operazioni di questa portata, si aggiunge difatti la peculiarità della presenza del Governo francese come primo azionista di Renault, Governo naturalmente determinato a difendere la presenza francese anche oltre le normali logiche di un azionista privato.

Una fonte vicina a Fca ha però ridimensionato il ruolo di Nissan nelle trattative e ha accusato il governo francese di aver ceduto a pressioni politiche interne. Il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire, in un'intervista radiofonica, aveva messo in guardia contro la "fretta", assicurando che il matrimonio, pur guardato con favore, non verrà fatto "a ogni condizione. Inoltre questa offerta sottolinea l'attrattività di Renault e dell'alleanza" con Nissan. Allo stesso modo anche il fatto che il consiglio di amministrazione di Renault, chiamato a decidere se accettare o meno la proposta di integrazione con il gruppo italo-americano, si sia impantanato in sei ore di discussione per poi decidere di non decidere rappresenta un ulteriore segnale della drammaticità di quanto avvenuto ieri. Arrivare a Nissan e alla controllata Mitsubishi, di cui detiene il 38%, avrebbe dato un altro colpo forte all'autostima nipponica, la cui fiducia nei manager stranieri è ai minimi dopo l'arresto di Carlos Ghosn, l'uomo che ha dato vita all'asse Renault-Nissan.

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Va da sé che la fusione Fca-Renault avrebbe portato vantaggi a tutte le parti in causa.

Nella giornata di oggi, dopo un crollo a Piazza Affari, il Gruppo FCA è riuscito a tornare al rialzo: secondo gli analisti, l'azienda potrebbe ancora riservare qualche sorpresa, avanzando nuove proposte per una fusione con altri attori del settore automobilistico. I toni con cui FCA ha ritirato la proposta di fusione dal tavolo delle trattative sono la manifestazione evidente della drammaticità della situazione. Renault - che comprende anche i marchi Dacia, Lada, Renault Samsung Motors, Alpine e la cinese Jinbei & Huansong - ha venduto nel 2018 3,8 milioni di veicoli. FCA rivendica un patrimonio di 28 miliardi di euro (per gran parte sotto forma di attività "intangibili" di dubbio valore).

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