Encefalite, strage di bimbi in India: la causa è un frutto tropicale

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Ogni anno, in coincidenza con la stagione del lici, in India si sviluppano epidemie simili, a partire dal 1995.

Nel distretto di Muzaffarpur, nello stato settentrionale indiano del Bihar, si sta verificando una vera e propria emergenza: oltre 50 persone, tra le quali 31 bambini, sono morte dopo aver mangiato dei litchi, frutti locali coltivati proprio in quella zona. Altri 40 minori, con sintomi analoghi, sono ricoverati in terapia intensiva. La maggior parte dei bambini era ipoglicemica, ha aggiunto il medico. Altri sette sono deceduti in una struttura privata della zona. "Le autorità sanitarie raccomandano alla popolazione di prestare attenzione ai propri figli quando la temperatura diurna supera i 40 gradi".

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Non si tratta di un caso isolato. La malattia nel 2014 aveva causato addirittura 150 vittime. I decessi cominciano nel mese di maggio, ovvero con l'apertura del periodo del raccolto, e i più colpiti sono i bambini malnutriti che vivono ai margini delle piantagioni. Solo nel 2015 è stato ipotizzato, da un gruppo di ricercatori americani, che l'encefalite sia legata a una sostanza tossica contenuta nei litchi, ma il legame tra i frutti e l'encefalite non è stato del tutto provato. Il frutto fresco ha una polpa bianca, delicata e profumata. Si tratta del meticiclopropano, che può avere effetti devastanti soprattutto in un organismo malnutrito e in ipoglicemia. Può portare alle convulsioni, al coma e, infine, alla morte.

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