Libia, raid aereo su centro detenzione migranti: "Almeno 40 morti"

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Almeno 40 persone sono morte e 80 rimaste ferite in un raid aereo che ha colpito un centro di detenzione per migranti illegali a Tagiura, vicino Tripoli. Appena 48 ore fa lo stesso Haftar aveva preannunciato "decisivi raid aerei su postazioni selezionate" appartenenti all'esercito del presidente al-Serraj, confermando poi, attraverso il portavoce, di aver colpito almeno 30 obiettivi con l'aviazione proprio nella giornata di ieri.

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Il governo guidato da Al Sarraj ha accusato del bombardamento le forze del generale Khalifa Haftar e ha chiesto alla missione delle Nazioni Unite di istituire una commissione d'inchiesta per indagare. Nel mese di aprile l'Esercito nazionale libico (LNA), condotto dal generale, ha lanciato un'offensiva contro il debole governo di Tripoli sostenuto anche dall'Italia, non riuscendo - dopo tre mesi di combattimenti - a conquistare la capitale ma anzi perdendo il controllo sulla sua principale base, quella di Gharyan. Intanto l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, si è detta "estremamente preoccupata" per il raid "e per il numero di rifugiati e migranti uccisi" ha scritto l'Agenzia su Twitter. "I civili non devono mai essere un obiettivo", ha aggiunto. Secondo un testimone nell'hangar dove erano detenuti i migranti si trovavano circa 120 persone e si teme che il bilancio dei morti sia destinato a salire. "Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite", ha concluso il ministro.

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