Libia, il governo valuta il rilascio di tutti gli immigrati irregolari

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Una carneficina. Decine le vittime, ci sarebbero anche donne e bambini.

In una nota inviata al portale d'informazione 'Libyan Address', il generale Mohamed al-Manfour, comandante delle forze aeree dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), ha spiegato che le accuse contro l'Lna "non sono basate su alcuna prova" e ha accusato il consiglio presidenziale di aver concluso "accordi errati" che hanno provocato l' "accumulo di migranti illegali in rifugi non adatti agli esseri umani e gestiti da assassini, criminali e contrabbandieri".

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L'Alto commissario Onu per i rifugiati auspica da tempo il rilascio dei migranti dai centri di detenzione in Libia.

Sulla pagina Facebook del dicastero si legge che il ministro "ha confermato che il Governo di Accordo Nazionale è tenuto a proteggere tutti i civili, ma il fatto che vengano presi di mira i centri di accoglienza da aerei F16 e la mancanza di una protezione aerea per i migranti clandestini (sono) al di fuori della capacità del governo". Il ministro dell'Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, lo ha detto al The Libya Observer, che ha pubblicato la notizia su Twitter. Al momento, la stima di morti e feriti e solo provvisoria, non si è riusciti a valutare correttamente il numero di persone coinvolte. Il bilancio contrasta con quello della Mezzaluna rossa libica, che aveva parlato di almeno 60 morti nel raid dell'aviazione che sostiene il generale Haftar ma sottolinea ancora una volta la gravità di quanto accaduto. La base è tra i depositi in cui le milizie di Misurata e quelle fedeli al governo del presidente Fayez al-Serraj hanno concentrato le loro riserve di munizioni e di veicoli utilizzati per la difesa di Tripoli, sotto attacco dal 4 aprile dalle milizie del generale della Cirenaica. La missione delle Nazioni Unite in Libia evidenzia poi come siano circa 3.500 i migranti ed i rifugiati che si trovano nei centri di detenzione vicini alla zona dei combattimenti e la cui vita, dunque, è a forte rischio.

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