Vaccini, entro il 10 luglio le comunicazioni per la frequenza delle scuole

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Grazie all'attivazione dell'Anagrafe nazionale vaccinale non c'è più l'obbligo di presentazione dei certificati a scuola.

Le situazioni irregolari di genitori che non hanno sottoposto i figli alle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica sono già state comunicate dalle Aziende sanitarie alle istituzioni scolastiche che provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori, precisa il Ministero della Salute e il Miur.

Le indicazioni, riguardanti le vaccinazioni per l'a.s. 2019/20, sono state fornite dal Miur nella circolare n. 18902 del 7/11/2018, dove leggiamo che i dirigenti scolastici devono dare attuazione a quanto previsto dall'articolo 3 bis del decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modificazioni in legge 31 luglio 2017, n. 119. Cade di conseguenza la scadenza del 10 luglio per la consegna dei documenti per le iscrizioni, prevista dalla normativa vigente. Questi ultimi avranno a loro volta dieci giorni di tempo per portarli a scuola. Mancano solamente quelli delle province di Trento e Bolzano. I genitori non devono dunque comunicare nulla alla scuola.

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Il succitato articolo 3 bis disciplina la cosiddetta procedura semplificata, introdotta dalla legge a partire dall'a.s. 2019/20.

Una novità molto interessante che elimina l'obbligo per i genitori di presentare i certificati in merito al vaccino sui bambini, direttamente a scuola. L'ipotesi di dover presentare documentazione cartacea, dunque, emergerà solo in caso di problemi nel sistema informatico o di incongruenze: in tale caso le famiglie vengono contattate e possono dimostrare la regolarità della situazione vaccinale del bambino. "Abbiamo fatto tantissime audizioni per rendere il dibattito il più ampio possibile". Adesso - spiega Pierpaolo Sileri (M5S), presidente della commissione Sanità del Senato - siamo in attesa dell'ultimo parere della Commissione Bilancio al testo. E' ovvio - conclude - che poi dovrà essere calendarizzato e votato in Aula, secondo le tempistiche che deciderà la conferenza dei capigruppo.

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