Svolta del Labour, Corbyn chiede un 2° referendum sulla Brexit

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Nella sua lettera il leader laburista sollecita il successore di Theresa May (Boris Johnson o Jeremy Hunt) ad accettare di sottomettere la separazione da Bruxelles a un nuovo voto popolare. Corbyn, che non era mai stato netto sulla possibilità di un secondo referendum per via della compresenza interna al partito dell'ala euroscettica ed europeista, sembra quindi schierarsi definitivamente a favore della seconda, chiedendo, o perlomeno dicendosi favorevole, ad un referendum bis sul divorzio del Regno Unito dall'Unione Europea.

Svolta di Jeremy Corbyn sulla Brexit: il leader dell'opposizione britannica schiera ufficialmente il Labour a favore d'un secondo referendum e si impegna a sostenere l'opzione Remain se il prossimo governo Conservatore si arrenderà all'idea di un nuovo voto popolare, contro qualunque ipotesi di divorzio no deal come pure contro qualunque "dannoso" accordo di uscita dall'Ue di marca Tory. La nuova linea politica è stata annunciata in una mail diretta ai membri del partito, che però non chiarisce quale sarebbe la posizione del Labour in caso di nuove elezioni.

Per Corbyn, questa posizione è l'unica plausibile che il suo partito possa prendere, per contrastare una "hard" Brexit oppure una Brexit concordata dall'ala più anti-europeista dei Tory.

Sempre nella stessa missiva, Corbyn ha chiarito appunto che il Labour, nella campagna referendaria sosterrà il Remain, "sia contro una Brexit No deal, che contro un'uscita con un accordo dei Tory, che non protegge l'economia e i posti di lavoro".

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Nella sua mail, Corbyn ricorda di aver accettato il risultato del referendum del 2016.

Resta inteso che la posizione del partito laburista sarà decisa attraverso il suo processo ordinario una volta che le elezioni saranno state convocate, non in aticipo. Il deputato Chris Leslie, dell'Independent Group for Change, uscito dal Labour quest anno, ha rincarato la dose: "Corbyn ha confermato che se voti Labour, otterrai la Brexit; il suo impegno contro la Brexit, solo se i conservatori sono al governo, non e' abbastanza".

Nella lettera aperta inviata da Corbyn agli iscritti del Partito Laburista, il leader rompe gli indugi superando buona parte delle esitazioni che il fronte anti Brexit (maggioritario, ma non unanime nelle file della sua formazione) gli aveva finora contestato. Grieve aveva tentato d'inserirla in una legge che non riguarda direttamente la Brexit, proponendo che Westminster si riunisse obbligatoriamente a settembre e a ottobre in modo da impedire al futuro governo un rinvio della sua convocazione.

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