Aperta inchiesta internazionale sui fondi russi alla Lega: Savoini indagato

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Altre teorie hanno invece suggerito che la Orlandi possa essere finita in una rete di pedofili dietro la quale ci sarebbero state alte gerarchie della Chiesa. È tutto ridicolo- commenta Matteo Salvini- Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno. Ho la coscienza a posto. "L'autonomia colpisce l'incapacità dei politici e aiuta a governare meglio, speriamo che M5s se ne convinca il prima possibile altrimenti significa rimanere al passato", ha aggiunto il ministro dell'Interno. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per presunti finanziamenti russi al partito guidato dal potente vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, con l'ipotesi di reato di "corruzione internazionale". Secondo quanto riferito dal settimanale tedesco "Die Zeit", nella giornata di ieri 11 luglio, Rackete ha sporto querela per diffamazione contro Salvini alla Procura di Roma, motivata dai "messaggi di incitazione all'odio" nei suoi confronti pubblicati dal titolare del Viminale sui propri social network nei giorni della vicenda della Sea Watch 3. Anche se non troverà conferme o smentite - nel breve periodo - resterà come una spada di Damocle sulla testa della Lega.

"Non parlo di soldi alla Russia che non esistono, anzi auguro buona caccia al tesoro ai magistrati che li stanno cercando in Russia, in Lussemburgo o al Polo Nord o Sud". Nelle fotografie del viaggio avvenuto lo scorso luglio, Savoini è però presente nella delegazione ministeriale, durante un incontro formale al ministero dell'Interno russo con l'omologo di Salvini. "Dobbiamo trasparenza ai cittadini, abbiamo grandi responsabilità. E' la ragione per cui chiarisco il mio ruolo con il signor Savoini", continua, spiegando il motivo della sua presenza a una cena ufficiale con il presidente russo Vladimir Putin. "Ho fatto le verifiche". L'indagine nasce dagli articoli de L'Espresso e dall'audio pubblicato sul sito americano BuzzFeed, con la voce di Gianluca Savoini, leghista presidente dell'associazione Lombardia-Russia, che a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega nell'ambito di affari legati al petrolio ma non si sa se l'intesa sia mai andata in porto.

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Le rivelazioni di "Buzzfeed" sui presunti finanziamenti russi alla Lega attraverso la vendita di petrolio piombano come un meteorite sul partito di Matteo Salvini proprio nel momento in cui i sondaggi lo accreditano di almeno il 40 per cento dei voti - se oggi si andasse alle urne - che, unito all'8% di Giorgia Meloni, porterebbe i "sovranisti" a governare l'Italia da soli mettendo tutti gli altri all'opposizione.

Dal Cremlino, nel frattempo, fanno sapere che dalle registrazioni diffuse da Buzzfeed "non consegue assolutamente nulla", ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato dall'agenzia di stampa Tass.

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