Anche il fisco italiano chiede i dati dei clienti a Ubs

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L'Agenzia delle Entrate ha inviato una richiesta di assistenza amministrativa in Svizzera il 6 dicembre 2018 ed è stata accettata dalle autorità della Confederazione, che ha comunicato la sua decisione il 6 agosto 2019 sul Foglio federale, l'equivalente della nostra Gazzetta Ufficiale.

Nonostante l'entrata in vigore, lo scorso anno, dello scambio automatico di informazioni fiscali, tra Svizzera e Unione Europea, i guai per gli evasori fiscali, titolari di conti non dichiarati all'estero, sembrano non finire mai.

A questi clienti italiani, indica il Foglio federale, era stata recapitata una lettera nella quale UBS annunciava la chiusura forzata dei loro conti se non si fossero regolarizzati ma gli interessati non hanno poi fornito prove adeguate o non hanno dato seguito alla richiesta. Probabilmente, però, la soluzione sarà la stessa adottata qualche settimana fa per mettere fine una vecchia vicenda simile, che riguardava 40mila correntisti francesi di Ubs: il Tribunale Federale, la corte suprema svizzera, ha obbligato Ubs a trasmettere i dati dei correntisti a Parigi.

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Si tratta della prima domanda raggruppata dall'Italia, ha osservato l'avvocato ticinese Giovanni Molo, ai media del gruppo editoriale TamediaLink esterno. La notizia segue la recente sentenza del Tribunale federale, secondo la quale UBS dovrà consegnare alla Francia i dati personali riguardanti oltre 40'000 suoi clienti.

Il numero due bancario elvetico si era opposto alla consegna dei dati alla Francia: UBS teme che le informazioni siano utilizzate nell'ambito del procedimento penale in corso in Francia contro la grande banca per reclutamento illecito di clienti e riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale. E in dicembre ha ricevuto, come le altre banche elvetiche, un formulario in cui venivano chieste informazioni dettagliate sulla loro attività nella penisola.

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