Bonafede: "Nessun condizionamento in nomina capo Dap"

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E' quanto ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, riferendo alla Camera sulla vicenda della mancata nomina a capo del Dap del'ex pm di Palermo Nino Di Matteo.

Per i condannati per terrorismo o mafia e per i detenuti in regime di 41 bis ammessi ai domiciliari o con il differimento della pena per il Covid dal magistrato di sorveglianza, che ha acquisito il parere della procura nazionale antimafia, il magistrato "valuta la permanenza dei motivi legati all'emergenza sanitaria entro il termine di 15 giorni dall'adozione del provvedimenti, e successivamente con cadenza mensile". Un dibattito politico mediatico fatto di "vergognose illazioni e suggestioni istituzionalmente e personalmente inaccettabili", in una sorta di "pirandelliano "Così è se vi pare". Tempi strettissimi, dunque, che Bonafede usa come scudo per spiegare l'iter. "Promuoviamo una sinergia, un gioco di squadra, perché saranno chiamati in causa l'autorità sanitaria e il dipartimento amministrazione penitenziaria, affinché diano ai giudici, cui rimane ovviamente l'ultima parola, un quadro sulla disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina protetta in cui il condannato, o chi si trova in custodia cautelare, può riprendere la detenzione, chiaramente senza alcun pregiudizio per le sue condizioni di salute...la mafia mina le fondamenta della democrazia del nostro Paese e dobbiamo mettercela tutta affinché la giustizia faccia sempre il suo corso, fino all'ultimo". Una politica fatta di errori, di strafalcioni e di pezze cucite per rattoppare le evidenti falle di un sistema che non funziona, Ma gli italiani, si sa, ormai si sono abituati alle mediocrità della politica hanno dimenticato i politici della prima Repubblica che al confronto di quelli di oggi erano dei giganti (dal punto di vista della preparazione) e si confortano ascoltando le cazzate sparate dai politici attuali dai palchi di becere trasmissioni giornalistiche. "Nella mia determinazione Di Matteo avrebbe avuto la possibilità di lavorare in via Arenula in un ruolo più specifico e potenzialmente incidente su tutte le questioni penali", aggiunge il ministro.

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I due, però, faranno di tutto per fare in modo che non vengano messe in mezzo in vicende più grandi di loro e che necessariamente non le riguardano .

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Concludendo la sua informativa alla Camera Bonafede ha ricordato che "proprio stamattina ha preso possesso delle sue funzioni il nuovo capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il dottor Bernardo Petralia mentre, da circa una settimana, ha iniziato il suo lavoro di vice capo DAP il dottor Roberto Tartaglia". E spiega che il capo del Dap non si occupa solo della gestione dei detenuti mafiosi, ma anche delle carceri, della loro edilizia, del personale, della burocrazia eccetera. Pensai anche a Di Matteo, e il 18 giugno lo contattai telefonicamente. Per il quale Bonafede, sorpreso, aveva già scelto Basentini.

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