ISTAT: dati relativi alla produzione industriale

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Con la diffusione del dato Eurostat sulla produzione industriale di marzo dell'Europa, si chiudono le primissime rilevazioni per quantificare gli effetti della pandemia sull'economia del Vecchio Continente. In controtendenza rispetto ai mesi precedenti, infatti, crolla per la prima volta nel 2020 anche la produzione alimentare con una perdita di oltre 1,5 miliardi a marzo per la chiusura di bar, ristoranti pizzerie, gelaterie e agriturismi. Il consensus Bloomberg indicava una flessione mensile del 20% dal -1% di febbraio, e una contrazione annua del 18,3% dal precedente -2,3 per cento.

A stimarlo è l'ISTAT, che spiega che nel primo trimestre dell'anno 2020, il livello della produzione è sceso dell'8,4% rispetto al trimestre precedente.

Inizialmente sono state le singole nazioni a diffondere le statistiche sull'output delle imprese relativo al mese di marzo, primo mese caratterizzato dal lockdown.

Nel dettaglio, i dati statistici di marzo mostrano forti diminuzioni congiunturali in tutti i comparti industriali.

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Nello specifico si tratta di familiari e persone entrate in contatto con una donna risultata positiva ai test lo scorso 7 maggio. Intanto i più recenti dati sull'insieme della Cina indicano 14 nuovi casi di positività registrati sul territorio del paese.

Produzione industriale: record negativo, il peggiore dall'inizio delle serie storiche (1990): a marzo l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito del 28,4% rispetto al mese di febbraio.

Non si salva nessun comparto dalla forza distruttrice del coronavirus. Tutti i principali settori di attività economica hanno registrato variazioni tendenziali negative.

I dati del settore tessile e quelli dei mezzi di trasporto "urlano" una situazione disperata. Le più rilevanti riguardano la fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-51,2%), la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-40,1%).

Relativamente meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco che, considerando la media degli ultimi tre mesi mantengono una dinamica tendenziale positiva (-6,5%).

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