Pandemia economica, Previsioni Confcommercio: "270 mila Pmi chiuse e 420.000 posti perduti"

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Mentre l'Istat fotografa un tracollo della produzione industriale senza precedenti con il lockdown di marzo, la Confcommercio rilancia l'allarme sulla tenuta delle imprese del commercio e dei servizi: secondo una ricognizione dell'Ufficio studi dell'associazione, sono circa 270 mila le saracinesche che rischiano di restar abbassate "se le condizioni economiche non dovessero migliorare rapidamente, con una riapertura piena ad ottobre".

"Sarebbe piuttosto auspicabile - ha aggiunto Confcommercio - che tali risorse possano essere impiegate coinvolgendo i fondi interprofessionali che, oltre a essere più strutturati per garantire un'adeguata offerta formativa, sono anche caratterizzati da una composizione partitetica delle Parti sociali". Lo ha sostenuto Confcommercio nell'audizione alla Commissione Lavoro del Senato sulle ricadute occupazionali dell'epidemia da Covid-19. Senza dimenticare che sul capo di chi vuole riaprire pesa anche l'interpretazione incoerente del contagio da Covid dei lavoratori come infortunio sul lavoro, che va a punire anche le imprese che rispettano i protocolli di sicurezza, esponendo il datore di lavoro a gravi conseguenze sul piano penale e dei risarcimenti.

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In totale il numero di tamponi effettuati sale a 485.134, con un incremento di 7.369 nelle ultime 24 ore . I guariti sono 1.183 (+7); risultano 44 clinicamente guariti (-4); i deceduti sono 71 (invariato).

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Nello specifico si tratta di familiari e persone entrate in contatto con una donna risultata positiva ai test lo scorso 7 maggio. Intanto i più recenti dati sull'insieme della Cina indicano 14 nuovi casi di positività registrati sul territorio del paese.

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I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 205.800, di cui 112.800 risultati negativi. Positivi anche i dati del Lazio. "Registriamo 47 casi positivi e un trend allo 0,6%".

"Si tratta di stime - conclude l'Ufficio Studi - che incorporano un rischio di mortalità delle imprese superiore al normale per tener conto del deterioramento del contesto economico, degli effetti della sospensione più o meno prolungata dell'attività, della maggiore presenza di ditte individuali all'interno di ciascun settore e del crollo dei consumi delle famiglie". Resteranno praticamente fermi, almeno fino a estate inoltrata anche i viaggi degli italiani all'estero. Siamo in una situazione tragica, ma non vorrei che tutto questo si trasformi in un boomerang per le aziende e le attività. Aumenteranno i costi per sanificare le attività e per seguire le regole per evitare il contagio ma si ridurrà comunque l'afflusso al di là della riduzione della capienza di spiagge e ristoranti. Nel dettaglio, spiega che finita l'emergenza sanitaria ci sarà il problema di riempire le stanze degli alberghi.

"Gli operatori hanno perso la pazienza, non hanno visto nulla oltre ai 600 euro (...) Numeri inesorabili e purtroppo non ci sono strumenti immediati per mantenere in piedi le attività".

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