Addio a Ezio Bosso, il pianista che toccava il cuore della gente

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Ezio Bosso, morto a 48 anni nella sua casa di Bologna, a causa della malattia che lo affliggeva da qualche anno.

Cosa rimarrà di Ezio Bosso ora che, improvvisamente, ci ha lasciato a 48 anni per dialogare con l' amato Beethoven; con Claudio Abbado che lo aveva incoraggiato come sempre faceva il grande direttore con i giovani musicisti pieni di talento e di entusiasmo; con Leonard Bernstein che ha scritto il libro "La gioia della musica", titolo che in fondo riassume anche la sua biografia? A giugno del 2019 era stato nominato cittadino onorario di Roma e di questo riconoscimento aveva detto: "È difficilissimo parlare, sono commosso, sono onorato più che mai". La separazione era arrivata "a seguito della constatata inconciliabilità delle modalità organizzative imposte dalla normativa vigente alla Fondazione nel quadro economico determinato dalle note difficoltà in cui versa la lirica italiana con le necessità programmatiche e artistiche del maestro".

È stata una conseguenza naturale che dopo la morte di Abbado, Ezio abbia deciso di farsi testimonial dell'associazione Mozart14 per portare avanti l'eredità della sua ultima creatura in ambito sociale, allo scopo di diffondere la musica nei luoghi di sofferenza come carceri e ospedali.

Classe 1971, il musicista si era avvicinato alla musica all'età di quattro anni e già a sedici aveva debuttato come solista prima in Francia e poi nelle orchestre di mezza Europa. Sono molto felice perché faccio il mio mestiere di direttore. Ezio faceva volare l'anima tra le stelle quando dirigeva, quando suonava, quando sorrideva con quel sorriso luminoso.

Ezio Bosso
Ezio Bosso

In più di un'occasione Ezio Bosso ha lavorato con Gabriele Salvatores per le colonne sonore di Io non ho paura, Quo vadis, baby? e Il ragazzo invisibile, ricevendo due nomination per i David di Donatello.

Lo aspettavamo a Lucca a fine aprile per il concerto che avrebbe tenuto il 3 maggio dirigendo l'orchestra sinfonica dell'istituto superiore di studi musicali Boccherini nell'esecuzione della Sinfonia n.1 in Do maggiore Op. A me manca il tempo della musica fatta. Voglio vedere anche come va a finire la mia. La patologia viene in un primo momento classificata come SLA per poi sviluppare una malattia autoimmune che lo ha portato pian piano alla sclerosi totale - come evidenzia anche FanPage.

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