Quando Ezio Bosso incantò Sanremo nel 2016

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Il grande pianista e direttore d'orchestra Ezio Bosso, da anni affetto da una malattia degenerativa, è morto stanotte nella sua casa di Bologna. Lutto nel mondo della musica: Colpito da una sindrome neurogenerativa, aveva dovuto abbandonare l'attività nel settembre 2019.

1' di lettura15/05/2020 - Si è spento Ezio Bosso, famoso pianista e direttore d'orchestra torinese. Da anni, ormai, conviveva con una malattia degenerativa che gli fu diagnosticata subito l'intervento per un tumore al cervello. "Come nel caso della SLA, non esistono ad oggi cure per la patologia che ha afflitto Bosso e l'unico farmaco in circolazione, il riluzolo, perde efficacia man mano che il corpo del paziente si abitua alla sostanza". Nel mondo della musica, in tanti stanno lasciando un omaggio e un tributo alla grandissima umanità che l'artista ci ha regalato in questi ultimi anni.

Ezio Bosso ci ha lasciati.

"Si dice che la vita sia composta da 12 stanze". Ci siamo frequentati a Londra per un periodo e un giorno si presenta con una sua Sonata per violoncello e pianoforte scritta per me, "Roots", Radici, ispirata a Beethoven. Per Francesca Michielin: "Raramente nella mia vita ho potuto ammirare persone con l'empatia e l'energia di #EzioBosso, persona capace di lottare con le armi più forti che la vita gli ha donato: la musica e il sorriso".

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Beatrice ha postato una foto dall'ospedale , raccontando che le si sono rotte le acque: scopriamo insieme cos'è successo. Nelle scorse ore, Beatrice Valli ha informato i fan sugli ultimi sviluppi della gravidanza .

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Di poche ore fa, invece, l'ultima replica di Mentana: "Mi hanno gettato fango, aizzando pure l'incolpevole ambasciata polacca ". Il direttore del Tg di La7 ha voluto tirare in ballo un paragone simile a quello fatto dal suo collega Alessandro Sallusti.

E una testimonianza di ciò si è avuta anche a Benevento nel corso del Bct, il festival del Cinema e della Televisione. Tuttavia Ezio Bosso aveva sviluppato una malattia autoimmune i cui effetti sono identici a quelli della sclerosi laterale.

Condannato da una malattia implacabile, quello sguardo è come volesse dirci, come disse Socrate di fronte ai suoi discepoli piangenti, "sono condannato ma non scappo dal mio destino, non mi dispero, bevo con serenità la cicuta, non è giusto che debba morire, perché la condanna è ingiusta, ma la accetto serenamente perché così è stato deciso".

È una musica "facile", non priva di effetti anche prevedibili: originale commistione di un poco di minimalismo, un poco di spiritualismo alla Arvo Pärt, un altro poco di melodismo garbato e riflessivo, sostenuto da profili armonici che si astengono dalla complessità degli ultimi cent'anni di storia, eppure non banali.

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