Fondo perduto autonomi e Pmi, esclusi, calcolo e funzionamento della misura

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Oltre al bonus da 600 euro, ai prestiti del decreto Liquidità e agli importanti interventi in materia fiscale, sugli affitti e sulle bollette, per i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese, il governo ha previsto un contributo a fondo perduto.

Il Decreto Rilancio che intende supportare la ripresa delle attività dopo la fine del lockdown, prevede un indennizzo da versare ad imprese e titolari di Partite Iva.

Escluse le norme sui lavori pubblici dal "Decreto Rilancio". La misura risponde all'esigenza di sostenere i soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica Covid-19.

In pratica, niente contributo a fondo perduto per chi ha ricevuto l'indennità per professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, l'indennità lavoratori dello spettacolo e chi è rientrato nel reddito di ultima istanza. Per commercianti e artigiani questo vincolo non esiste, perché loro sono rientrati nell'articolo 28 del decreto Cura Italia che non è citato nelle fattispecie di incumulabilità tra provvedimenti di aiuto. Pertanto, questi soggetti rientrano nella misura nonostante hanno avuto il bonus 600 euro di marzo.

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Per ottenere il contributo, si presenterà domanda in via telematica all'Agenzia delle Entrate, allegando l'autocertificazione di regolarità antimafia e indicando l'Iban del conto corrente bancario o postale su cui ricevere l'accredito.

L'importo medio del contributo a fondo perduto potrà variare da mille fino ad un massimo di circa 50 mila euro e sarà commisurato ad una percentuale della perdita di fatturato registrata nel mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019. Una concessionaria auto con un volume di affari annuo di 1,1 milioni di euro e un disavanzo mensile di 91.667 euro, invece, stima ancora la Cgia di Mestre, "porterà" a casa 9.167 euro, ovvero il 10% del disavanzo; un mobilificio con un volume di affari di 1.700.000 euro e un disavanzo di 141.667 euro, verrà indennizzato con 14.167 euro; una attività alberghiera con 5 milioni di fatturato e una perdita ad aprile 2020 su aprile 2019 di 416.667 euro, incasserà 41.667 euro, vale a dire il 10% della perdita.

- 10% per i soggetti che dimostrano ricavi o compensi tra il milione ed i 5 milioni di euro nell'ultimo periodo d'imposta.

L'impresa X nel 2019 ha registrato un fatturato di 150 mila euro, nel mese di aprile dello scorso anno ha incassato 15 mila euro, mentre nell'aprile del 2020, causa coronavirus, è scesa a 3 mila. Riceverà un contributo a fondo perduto di 4.000 euro.

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