Lutto nel mondo del calcio, addio a Gigi Simoni

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Tutto il mondo del calcio piange Gigi Simoni, simbolo del Genoa di cui era il secondo allenatore di sempre dopo Garbutt e prima di Gasperini.

Lunga e piena di momenti esaltanti è stata la carriera di Gigi Simoni, con l'amarezza di non essere riuscito a strappare alla Juve uno scudetto intriso di polemiche (stagione 1997-98, quello del contatto in area tra Iuliano e Ronaldo non sanzionato col rigore).

Una breve esperienza in Serie B durata pochi mesi e caratterizzata anche dalla tragica scomparsa di Denis Bergamini.

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"A tre mesi esatti dal primo caso di Codogno possiamo dire di aver fatto le scelte giuste", ha dichiarato il premier. E' stata introdotta anche una drastica riduzione delle procedure per velocizzare l'erogazione delle risorse.

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Il dietro le quinte è un lavoro importante che spesso non conosce orari. No anche a milionarie offerte pubblicitarie che gli sono arrivate.

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Non esistono ancora accordi, però, e le indiscrezioni rischiano di fuorviare: una cortina di fumo attorno a un'ipotesi di lavoro reale.

"Dal record di promozioni in Serie A, 7 in totale, alla conquista della Coppa Uefa con l'Inter nella stagione 1997/1998". Simoni non disputò, dunque, la finale di Coppa Italia, poi vinta dal Vicenza. L'ultima addirittura sovraffollata, ridondante, costruita da anni (troppi) nei quali l'unica parte interessante di Gigi Simoni - già calciatore intelligente ma non superlativo con le maglie di Mantova, Torino, Juventus, Brescia e Genoa - è quel momento là, quella reazione là, quella protesta là, quella lamentela là.

Se ne va un altro grande del calcio. Da allenatore, ha vinto con la Cremonese la coppa Anglo italiana nel 1993 e 5 campionati di serie B. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione. "Una data non casuale, la data più interista di tutte".

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