Renault, Francia chiede garanzie su tutela siti industriali

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Ma Le Maire ha detto oggi che non firmerà assegni in bianco e se Renault vuole ottenere aiuti dallo Stato dovrà impegnarsi a tutelare l'attività in Francia.

Secondo una fonte vicina al dossier, tuttavia, non si tratterebbe di una chiusura a Flins, ma di un arresto della produzione automobilistica per dedicare il sito ad un'altra attività.

Intanto le autorità francesi alzano i toni sugli aiuti di Stato a Renault, invocando garanzie sulla tutela delle attività in Francia e ricordando di non aver ancora dato il proprio via libera al prestito di 5 miliardi di euro cruciale per la sua sopravvivenza.

"Stiamo aspettando proposte globali dal presidente Jean-Dominique Senard sul suo piano per l'alleanza (Renault-Nissan) e nello specifico per il rilancio del marchio", ha aggiunto. "Per noi è importante sapere qual è la strategia a lungo termine di Renault e come garantiscono che domani i veicoli elettrici saranno localizzati in Francia", ha chiesto Bruno Le Maire.

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L'ammiraglia industriale francese si trova in una pessima situazione, avendo visto i suoi stabilimenti e la sua rete commerciale paralizzati dalla crisi del coronavirus e dai lockdown decisi in particolare in Europa, che hanno causato un calo del 76,3% del mercato delle nuove auto nel mese di aprile nel Vecchio Continente. Si consideri che nel 2019 il colosso dell'auto aveva fatto registrare la prima perdita netta negli ultimi dieci anni. Però per questo gli altri potrebbero diventare sacrificabili... Venerdì prossimo 29 maggio il gruppo è chiamato a presentare il suo piano strategico con tagli valutati al momento per 2 miliardi di euro.

"C'è una forma di responsabilità dell'azienda ad andare avanti, a trasformarsi ma a tenere conto, anche, delle realtà del paese in cui ha sede e di un certo modo di vivere" aveva avvertito Philippe. Il Ministro delle Finanze francese ha citato il gruppo automobilistico come esempio limite per delineare gli effetti dannosi sull'economia nazionale dalla pandemia da Coronavirus.

Lunediì toccherà alla CFDT e a seguire, martedì, CFE-CGC, CGT e poi FO.

Nell'intervista, Le Maire si è espresso contro la chiusura della fabbrica di Flins.

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