Il Coronavirus? Clinicamente non esiste più

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Parola di Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell'ospedale San Raffaele di Milano, a Mezz'ora in più su Raitre. "Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere a fine mese-inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà dal punto di vista clinico non esiste più".

Il Coronavirus pare scomparire da solo come lo hanno già fatto i due precedenti, Mers e Sars. "E' evidente che oggi la malattia Covid-19 è diversa: la presentazione clinica e il decorso sono infatti molto più lievi". I nostri pronto soccorso e reparti di terapia intensiva sono vuoti. "I tamponi eseguiti negli ultimi dieci giorni hanno risultato con una carica virale infinitesimale rispetto ai tamponi eseguiti sui pazienti un mese fa".

Zangrillo è convinto di quanto afferma: "Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta".

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Zangrillo non condivide tutta l'attenzione mediatica per il campionato di calcio o per le vacanze estive, ha una sola priorità: "Ci sono tutte le evidenze affinché, da oggi, questo paese possa tornare ad avere una vita normale". "Mi viene veramente da ridere. Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus". E il clinico ha risposto: "La firmo".

"Terrorizzare il Paese - sostiene - è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità, si ritorni alla vita normale". Sicuramente controcorrente rispetto a quelle di molti colleghi.

Di "messaggi fuorvianti" parla Luca Richeldi, direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico. E a proposito delle Regioni, prosegue botta e risposta a distanza fra i Governatori in vista della possibilità per i cittadini di spostarsi su tutto il territorio nazionale dopo il 3 giugno. "Fortunatamente in Italia abbiamo ora meno casi gravi e ciò dimostra che le misure di contenimento adottate hanno dato i loro frutti". E a dirlo sono vari studi autorevoli. "Il nord ha pagato il prezzo più alto, ma il dato uniforme è che tutte le regioni sono in discesa", ha detto ancora il ministro.

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