Test sierologici, il Tar boccia l'accordo Diasorin-San Matteo

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È arrivata questa mattina la sentenza del Tar della Lombardia che ha accolto il ricorso della Technogenetics e annullato l'accordo stipulato dalla Fondazione San Matteo di Pavia con la DiaSorin per la realizzazione dei test sierologici per rilevare gli anticorpi per il coronavirus. Il Tar ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti poiché "la Fondazione San Matteo ha impegnato risorse pubbliche, materiali ed immateriali, con modalità illegittime, sottraendole, in parte qua, alla loro destinazione indisponibile".

Tanti i dubbi che circondavano quel contratto siglato prima della conclusione delle fasi di test e secondo il quale il San Matteo avrebbe ricevuto una parte dei guadagni provenienti dalla vendita (l'1% delle royalties per ogni vendita fuori dalla Lombardia). C'è poi l'aspetto della concorrenza. Intanto Diasorin cede il 6,14% a 155,8 euro in Borsa a Piazza Affari dopo la decisione del Tar della Lombardia di annullare gli atti amministrativi formati dalla Fondazione San Matteo di Pavia e il conseguente contratto stipulato con la soceità di Saluggia (Vercelli).

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Il tuo browser non può riprodurre il video. Policlinico e Diasorin rientrano, secondo la sentenza, in un "rapporto concessorio" e per questo la Fondazione San Matteo di Pavia, fondazione pubblica, avrebbe dovuto "individuare la controparte, ossia il concessionario, mediante una procedura ad evidenza pubblica, di cui, però, non vi è traccia nel caso in esame".

La risposta dell'azienda non si è fatta attendere. Diasorin "accoglie con sorpresa la pronuncia del Tar della Lombardia che, evidentemente, non ha correttamente interpretato la natura dell'accordo intercorso con il San Matteo", si legge in una nota. "La società ribadisce di avere sempre operato nell'ambito della correttezza e del pieno rispetto delle regole e di aver già dato ai propri legali mandato di proporre immediatamente appello avanti il Consiglio di Stato".

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