Che c'entra il covid con l'influenza spagnola? tornerà in autunno?

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Così si è espresso, sull'emergenza Coronavirus, Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità al programma Agorà su Rai3 riguardo ai focolai di coronavirus a Mondragone e a Bologna.

"Sparendo il virus dalla clinica - ha spiegato - sembra tutto sia finito, ma non è così".

"Non c'è preoccupazione perché è tutto ampiamente atteso".

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Rispetto poi alla nuova categoria dei "debolmente positivi", ha precisato Guerra, "non entro nelle classificazioni e definizioni artificiose che colleghi insigni di varie discipline possono fare". Ad oggi tutti i focolai sono stati identificati immediatamente e circoscritti, quindi il sistema messo in atto tiene. Mentre il suo collega Kluge, a capo della sezione europea dell'agenzia dell'Onu, ha voluto specificare in una conferenza stampa da Copenaghen che in Europa "trenta Paesi hanno assistito ad aumenti nei nuovi casi cumulativi nelle ultime due settimane". "Guardo i fatti e questi dicono che il genoma del virus è ancora lo stesso, dicono che l'andamento di una epidemia come questa è ampiamente previsto e prevedibile".

La Spagnola sembrava passata nell'estate di 102 anni fa, ma in autunno tornò più mortale di prima e fu allora che provocò decine di milioni di vittime in un mondo che allora contava 2 miliardi di abitanti. Questo secondo le indicazioni fornite da diverso tempo dal Ministero della Salute. "Da questo punto di vista i vaccini ci sono e vengono resi disponibili ogni settembre, in base alla valutazione prospettica dei ceppi virali circolanti".

L'Organizzazione mondiale della Sanità suona l'allarme: "Per la prima volta da mesi, la scorsa settimana l'Europa ha visto un aumento del numero dei casi settimanali" di coronavirus, proprio da quando i Paesi hanno iniziato ad allentare le restrizioni volte a frenarne la diffusione. Nel primo caso il soggetto potrà essere dimesso almeno 10 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, più 3 giorni trascorsi senza alcun tipo di sintomo.

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