Djokovic è positivo al test del coronavirus

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Fa ancora discutere l'Adria Tour, il torneo di tennis organizzato da Nole Djokovic finito nella bufera per aver creato un vero e proprio focolaio, con giocatori e coach positivi (compreso il numero uno al mondo) al Coronavirus. "Spero si possa tratte insegnamento da quanto è accaduto perché se no il circuito farebbe fatica a ripartire se ognuno facesse quello che vuole senza attenzioni".

Leggiamo insieme le dichiarazioni al veleno dei due, cercando di commentare la ridicola situazione che si è creata. Non è stato testato qui, l'ha fatto in qualche altro posto. Il quale ha servito una prima di servizio contro Grigor Dimitrov: "Non sappiamo dove l'abbia preso ma l'ha portato lui. Quelli dei bambini sono negativi" queste le parole dello sportivo.

Dopo gli studi a Milano nella prestigiosa università della Bicocca ha seguito il suo compagno in giro per il mondo, grazie a lui è riuscita nell'intento di creare la Novak Djokovic Foundation, una fondazione che aiuta tutti i bambini che vivono in paesi poveri come la Serbia e la Croazia.

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"Dopo tre mesi di isolamento, Grigor è andato direttamente a Belgrado". Gli organizzatori dell'evento sono coloro che hanno la responsabilità della condotta sicura del torneo e di stilare le regole da seguire. Lo stesso Djokovic aveva risposto alle critiche sullo scarso distanziamento sociale evidenziando che nei Balcani il coronavirus era stato ben contrastato. Il 29enne bulgaro è stato il primo dei partecipanti all'Adria Tour ad aver annunciato la positività al COVID-19.

Probabilmente per il padre di Djokovic e il manager di Dimitrov questo ragionamento neanche esiste e continuano ad insultarsi e scambiarsi la colpa sui media locali.

Andando avanti nella sua analisi, Djokovic osserva come il torneo sia stato concepito quando il virus sembrava indebolito e, secondo lo staff, c'erano le condizioni per organizzarlo.

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