Covid-19. Scoperta causa che scatena infiammazione in bimbi

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Ora un team di ricerca dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, insieme a colleghi del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno dapprima identificato il profilo immunologico di questa malattia, comprendendone meglio il funzionamento.

Scoperto il meccanismo che scatena la grave risposta infiammatoria nei bambini con Covid-19. In alcuni casi i bambini possono persino sviluppare una grave forma di infiammazione sistemica - che può colpire diversi organi - denominata appunto Mis-C. Tuttavia, i bambini con la MIS-C hanno dimostrato la presenza di auto-anticorpi, ossia specifici anticorpi che agiscono contro determinate porzioni di tessuto cardiaco. Le due patologie hanno manifestazioni simili, ma caratteristiche immunologiche differenti. Infine, per i bambini affetti da Kawasaki, i risultati dello studio "suggeriscono per la prima volta la potenziale efficacia di un farmaco che blocca l'IL-17 (secukinumab) per controllare l'infiammazione alla base di questa malattia".

A destare particolare preoccupazione, lo stato di salute complessivo dei bambini che sono riusciti a superare la grave sindrome infiammatoria: lo studio ha infatti rivelato che su circa il 90% dei bambini sottoposti a un elettrocardiogramma, più della metà (54%) dei test diagnostici ha mostrato anomalie cardiache. Sono stati studiati 101 bambini 13 dei quali hanno contratto il coronavirus e sviluppato la forma infiammatoria multisistemica, 41 con Covid e basta, 28 con la Kawasaki già presente prima della pandemia e 19 bambini sani. I risultati sono stati pubblicati sull'autorevolissima rivista scientifica CELL.

Nella maggior parte dei casi analizzati, inoltre, l'infezione ha interessato il muscolo cardiaco, provocando dilatazione dei vasi sanguigni coronarici, ridotta capacità del cuore di pompare sangue ossigenato ai tessuti del corpo e altre complicazioni che nel 10 per cento dei bambini si sono tradotte in aneurismi. Il primo sintomo comune fra la MIS-C e la sindrome di Kawasaki è la vasculite.

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Inizialmente confusa con la sindrome di Kawasaki l'Ospedale Bambino Gesù scopre che "nei bambini con Covid si trattava di infiammazione multisistemica". "Non è stato necessario che i bambini mostrassero i classici sintomi delle vie respiratorie superiori per sviluppare MIS-C, il che è spaventoso" ha spiegato il neonatologo Alvaro Moreira, assistente professore di pediatria presso l'Health Science Center dell'Università del Texas di San Antonio (UTHSCSA), il centro statunitense di scienze della salute che ha condotto una review degli studi clinici ad oggi disponibili riguardanti i pazienti pediatrici con diagnosi di MIS-C, confrontando le caratteristiche della patologia con quella insorta nei bambini con Covid-19. Sia in una che nell'altra patologia sistemica infiammatoria è stato rilevata un'alterazione dei livelli delle citochine, che sono mediatori dell'infiammazione.

Differenze sono emerse anche dal punto di vista cellulare.

Dallo studio è anche emerso che i bambini con coronavirus presentano una particolare tipologia di linfociti T (sottotipo di globuli bianchi deputati alla difesa dell'organismo), con funzione immunitaria alterata rispetto ai bimbi affetti dalla malattia di Kawasaki. Dalle ricerca, come specificato dagli esperti in una nota, "emerge l'indicazione di trattare con immunoglobuline ad alte dosi per limitare l'effetto degli auto-anticorpi, con anakinra (un principio attivo immunosoppressivo che blocca i recettori dell'interleuchina-1, IL-1) e con cortisone i bambini con Mis-C in una fase precoce per bloccare l'infiammazione secondaria a danno dei vasi". Al contrario, nei pazienti pediatrici viene sconsigliato l'utilizzo di tocilzumab (anti-IL6) e di farmaci bloccanti TNF-a. La malattia era stata precedentemente scambiata per la sindrome di Kawasaki.

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