Ivrea è patrimonio dell'Unesco. Bocciate le Colline del Prosecco, rinvio al 2019

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Una buona ed una cattiva notizia per il nostro Paese in merito alla presenza nella prestigiosa lista Unesco. Nella delegazione eporediese partita giovedì, ci sono anche Renato Lavarini, coordinatore del dossier di candidatura, Patrizia Bonifazio, che si è occupata della parte tecnica del dossier, Teresa Skurzak, vicepresidente della Fondazione Guelpa, che ha finanziato negli ultimi anni la candidatura, Cinthia Bianconi, presidente della Fondazione Olivetti, Matilde Trevisani, anche lei della Fondazione Olivetti, e Antonella Parigi, assessora regionale alla Cultura.

"Con il successo dell'iscrizione di Ivrea - ha concluso il Sottosegretario Picchi - l'Italia include per la prima volta nel patrimonio dell'umanità un sito innovativo, espressione di uno sviluppo industriale a forte impatto sociale, aprendo la strada a future candidature simili di altri Paesi". "Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti". Nonostante la bocciatura, il Comitato Unesco ha riconosciuto "le alte potenzialità del sito candidato, che ha elementi di unicità che devono essere meglio precisate". "Entrare con un parere strumentalmente negativo e tornare dal Bahrein con il maggior numero di consensi dei delegati, senza raggiungere tuttavia la prevista maggioranza per pochi voti, è la dimostrazione palese che il dossier sulle Colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene Patrimonio dell'Umanità è stato redatto correttamente".

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L'Italia si presentava con due proposte. Secondo quanto si apprende, si sarebbero espressi a favore della candidatura delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene 12 Paesi e sono: Angola, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Burkina Faso, Cuba, Guatemala, Kuwait, Tanzania, Tunisia, Uganda, Ungheria, Zimbabwe. Mentre i contrari sarebbero stati Australia, Brasile, Cina, Indonesia, Kirghizistan, Bahrain, Norvegia, Saint Kitts and Nevis, Spagna. Il Prosecco all'estero traina le bollicine italiane che nel 2017 hanno realizzato il record di 360 milioni di litri esportati, doppiando il prestigioso champagne dei cugini francesi. Le colline del Prosecco, dunque, dovranno attendere e sperare in bene per il prossimo anno ma una soddisfazione per l'Italia è giunta grazie ad Ivrea, la cui candidatura è invece stata accettata a pieni voti e definita una vittoria molto meritata.

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