Brexit: si va verso un’altra fumata nera, May sempre più sola

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Non è un buon momento per la Premier Theresa May che si ritrova con un accordo in alto mare per il divorzio europeo. Il premier della Repubblica Ceca Andrej Babis ha assecondato la richiesta e ha spiegato alla radio Today di essere "molto deluso dell'uscita del Regno Unito e favorevole a una seconda consultazione".

Roma, 21 set. (askanews) - Il primo ministro britannico Theresa May ha denunciato oggi una fase di "impasse" dei negoziati con l'Unione europea sulla Brexit, dopo il rifiuto delle sue proposte al vertice informale di Salisburgo, in Austria. "Dunque qualcosa che non accetterò mai", ha confermato, secondo quanto si legge sul Guardian.

A detta di Tusk, i 27 hanno chiesto "la massima chiarezza possibile" sulle future relazioni commerciali.

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Sulla Brexit, Conte ha affermato: "Solo al termine della cena la premier Theresa May ha spiegato la posizione britannica sottolineando che non ci sarà un nuovo referendum".

Se invece Londra fornirà garanzie chiare e legalmente valide sul fatto che il confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord rimarrà aperto, "allora torneremo a riunirci con un vertice straordinario il 17 e 18 novembre". Una scommessa rischiosa e anche, da un punto di osservazione esterno, politicamente irresponsabile, perché la bocciatura di un accordo così faticosamente raggiunto con l'Unione getterebbe il Regno Unito in altri mesi di caos e perché la prospettiva di un governo Corbyn terrorizza certi settori della società britannica e dell'economia globale anche più di quella di un cattivo accordo.

May ha insistito sulla "buona fede" delle proposte - in parte bocciate da Bruxelles - contenute nel piano varato dal proprio governo nella riunione di Chequers. A suo parere dal summit è emersa in ogni caso "la volontà di trovare un accordo". May prova a venire incontro alle riserve dell'Ue sul suo piano per un'intesa sulla Brexit annunciando "presto nuova proposte" sul futuro dei confini fra Irlanda e Irlanda del Nord. Già messi alla prova dal risultato del referendum, ferita sempre aperta, tanto che il presidente Francese si è spinto a definire "bugiardi", come riporta con grande enfasi la stampa britannica, tutti coloro che sostengono "che si possa vivere facilmente senza l'Europa". Infine ha minacciato: "Se non ci sarà un accordo accettabile da parte di Londra, siamo pronti a un no deal".

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