Fmi: ecco tutti i dubbi sulla manovra

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Il Fondo mette in guardia l'Italia dal rischio di recessione che potrebbe derivare da livelli di debito troppo alti.

I dubbi dell'organizzazione di Washington, contenuti nel rapporto stilato dagli ispettori del Fondo monetario internazionale al termine della missione annuale nel nostro Paese, arrivano poche ore dopo l'invio della risposta del governo alla Commissione europea, che aveva posto rilievi sulla manovra chiedendone la modifica.

L'impatto sulla crescita dell'Italia dalle misure di stimolo previste dal governo "sarebbe incerto nei prossimi due anni e probabilmente negativo nel medio periodo, se gli spread continuassero a restare a livelli elevati" spiega il Fondo che si dice preoccupato anche per il debito pubblico che "resterà intorno al 130% del Pil nei prossimi tre anni" e avverte che qualsiasi shock anche modesto "aumenterebbe il debito aumentando il rischio che l'Italia sia costretta ad un consolidamento di bilancio maggiore quando l'economia si indebolisce".

Il deficit, invece, nel 2019 è stimato al 2,75% del Pil, superiore a quel 2,4% indicato da Roma, mentre "per il 2020-2021 è stimato al 2,8-2,9% a meno che non ci sia ampio sostegno politico per attivare la clausola di salvaguardia sull'Iva o per trovare misure compensative". Stimolo che - proseguono i tecnici di Washington - "rischia di essere controbilanciato dal continuo rialzo degli spread", con un effetto "ambiguo" nel breve e "probabilmente negativo" nel medio periodo.

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L'Italia si assume "consistenti rischi" a procedere con una manovra espansiva in questa fase, che la lascerebbe "molto vulnerabile" a eventuali shock. "Questo potrebbe trasformare un rallentamento in una recessione".

Gli economisti del Fmi bocciano anche l'introduzione di Quota 100 come vettore per creare nuovi posti di lavoro perché - su base di dati empirici - "l'aumento di pensionamenti è impobabile che creii un pari numero di posti di lavoro per i giovani". Per il Fondo quindi "è urgente razionalizzare i vari eccessi nel sistema".

Christine Lagarde e i suoi lanciano anche una "fatwa" contro i possibili effetti negativi delle due misure chiave previste dalla manovra, reddito di cittadinanza e superamento della riforma Fornero sulle pensioni. Sul primo punto, l'istituzione riconosce la necessità di "un moderno schema di reddito garantito mirato sui poveri", che tuttavia "eviti la dipendenza dal welfare" e non finisca per "disincentivare il lavoro". "I condoni fiscali dovrebbero essere evitati - si legge ancora -; l'esperienza internazionale conferma che qualunque beneficio temporaneo viene annullato da una minore tax compliance".

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