Paratici: "Ronaldo? Non è stata la mia trattativa più lunga"

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Ecco l'intervista al ds della Juve. Lui è stato subito deciso, ha detto "Io, se la Juve c'è, voglio solo la Juve". Io risposi: 'Non è che non ci credo, ma mi sembra difficile riuscire a far quadrare tutto'.

Quando la notizia cominciò a circolare, in tanti effettivamente la bollarono come bufala e poi sono stati costretti a chiedere scusa. Eravamo in giorni di programmazione, questo non era programmato, ma io gli ho detto: "Ci sarebbe una opportunità, l'importante è che mi ascolti fino alla fine".

Niente più segreti, tutto alla luce del sole per spiegare una volta per tutte l'operazione Cristiano Ronaldo. Lui la indossava sempre e non credeva a questa cosa. Non rispondo al telefono durante l'allenamento per godermi l'allenamento perché mi piace. Poi quando è successo mi ha detto: "Papà mi avevi detto che era impossibile". E lì la risposta non c'è stata perché non era la risposta.

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Dopo l'addio di Marotta il calciomercato della Juventus è completamente nelle mani di Fabio Paratici, ex braccio destro dell'attuale amministratore delegato dell'Inter. Paratici si occupava dello scouting, del rapporto con gli agenti dei giocatori individuati. Diciamo che la cosa migliore era il fatto di essere ben assortiti. "Io portavo la cosa fino all'ultima fase dove lui interveniva con la sua esperienza e mi aiutava a fare meno errori possibili". È vero che sei uno che va su tanti giocatori contemporaneamente, anche un po' per disturbare o far pagare di più le concorrenti? Credo che fossimo molto ben assortiti, complementari. Ma nel mio caso non è nemmeno troppo una strategia. I bambini sono tifosi dei calciatori più grandi e che gli fanno vivere dei sogni e credo che questi calciatori facciano vivere grandi sogni. "Sì, ma credo che quella sia un po' una cosa di tutti". Quindi questa è una cosa che mi stimola molto. "Però quando ti informi su un giocatore poi logicamente lo collegano alla tua squadra e quindi anche tu diventi un potenziale pretendente".

Quindi Paratici torna sull'acquisto di Cristiano Ronaldo rivelando altri retroscena relativi alla volontà del portoghese di trasferirsi a Torino e sugli inizi della trattativa. Perché alla fine Tevez è stato un giocatore che abbiamo contattato già il primo anno, alla fine del primo anno alla Juve, quando non facemmo una bella stagione, dove dovevamo comunque rilanciare la Juve, contattammo lo stesso Tevez anche se non eravamo qualificati per la Champions. I grandi giocatori, quando non giochi la Champions, fanno fatica a venire. Lui si dimostrò disponibile fin da subito, ma poi la trattativa non andò in porto per altri motivi.

Da Conte ad Allegri, il responsabile dell'area tecnica bianconera spiega le differenti esigenze dei due tecnici sul mercato. "Probabilmente anche quello ha inciso". Conte aveva uno schema di gioco e, giustamente, bisognava cercare di trovare giocatori funzionali ad uno schema di gioco. Allegri è più elastico in questo senso. Quindi si amplia un po' di più. I calciatori li sceglievo io? Mi sono goduto Pirlo, Vidal, Pogba, Dani Alves, Buffon - conclude -.

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