Papa augurio di Natale: il Mondo di fraternità, nonostante le differenze

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"Betlemme - ha sottolineato il pontefice - è la svolta per cambiare il corso della storia". "Davanti alla mangiatoia ci rendiamo conto che ciò che davvero conta veramente nella vita non sono i beni materiali, ma l'amore, la carità e la semplicità". Come a dirci: eccomi a voi, come vostro cibo. Non prende, offre da mangiare; non dà qualcosa, ma sé stesso. Il Papa ha poi rivolto un pensiero ai paesi che sono flagellati da guerre e divisioni: ha auspicato il dialogo tra israeliani e palestinesi, ha poi citato Siria, Yemen, le due Coree, Ucraina, Venezuela e Nicaragua. "Il corpicino del Bambino di Betlemme - ha scandito il Papa - lancia un nuovo modello di vita: non divorare e accaparrare, ma condividere e donare". Egli sa che abbiamo bisogno di cibo per vivere. Così, "possiamo rinascere nell'amore e spezzare la spirale dell'avidità e dell'ingordigia".

Nell'omelia della messa della Notte, il Papa ha denunciato come l'uomo sia diventato "avido e vorace". A Betlemme - aggiunge - "scopriamo che la vita di Dio scorre nelle vene dell'umanità".

Papa augurio di Natale: il Mondo di fraternità, nonostante le differenze
Papa augurio di Natale: il Mondo di fraternità, nonostante le differenze

"Chiamati stanotte a salire a Betlemme, casa del pane, chiediamoci: qual è il cibo della mia vita, di cui non posso fare a meno?" "La Comunita' internazionale - ha scandito - si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, cosi' che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria". Se la accogliamo, la Storia cambia a partire da ciascuno di noi; perché quando Gesù cambia il cuore, il centro della vita non è più il mio 'io' affamato ed egoista. E' il Signore o è altro? Gesù è il Pane del cammino. Per questo - ha spiegato - il mio augurio di buon Natale è un augurio di fraternità.

Gesù, ricorda il Pontefice, è Pane del cammino: "non gradisce digestioni pigre, lunghe e sedentarie, ma chiede di alzarsi svelti da tavola per servire, come pani spezzati per gli altri". Non e' apparso in un angelo, ma in un uomo, nato in un tempo e in un luogo. La nostra vita può essere un'attesa, che anche nelle notti dei problemi si affida al Signore e lo desidera; allora riceverà la sua luce. "La strada, anche oggi, è in salita: va superata la vetta dell'egoismo, non bisogna scivolare nei burroni della mondanità e del consumismo". " "Ho bisogno della fragranza tenera del tuo amore per essere, a mia volta, pane spezzato per il mondo", ha concluso poi". Papa Francesco ha pregato cosi' ad alta voce prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia della Basilica di San Pietro.

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