Il successone dell’Agenzia delle Entrate sulla fatturazione elettronica

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Iniziamo dai fondamentali, ricordando che la fattura è un documento fiscale obbligatorio che tutti i venditori titolari di partita IVA devono redigere in modo da comprovare una avvenuta cessione di beni, prestazioni e/o servizi e comprovare di conseguenza il proprio diritto a riscuotere un pagamento.

Per rendere più semplice questo adempimento, il decreto firmato dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria lo scorso 28 dicembre 2018 prevede appunto che al termine di ogni trimestre sia l'Agenzia delle Entrate a rendere noto l'ammontare dovuto sulla base dei dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema di Interscambio. In alcuni casi il sistema sul portale dell'Agenzia dell'Entrate non era disponibile per l'operazione, sintomo forse che le risorse sono ancora sottodimensionate rispetto alle necessità e al numero degli accessi.

Il sito per l'invio delle fatture elettroniche funziona a singhiozzo ed è spesso offline: una problematica che complica l'adeguamento alla nuova modalità di fatturazione obbligatoria anche tra i privati titolari di partita IVA. Inutile dire che il nuovo strumento dell'esterometro, fino ad oggi ancora piuttosto nebuloso, appare come un palese invito a usare esclusivamente o comunque primariamente gli strumenti per la fatturazione elettronica e il SdI. "E' evidente che chi ha scritto queste diposizioni non ha mai emesso fattura". Si può dunque ricorrere a un documento come la "fattura proforma" o "avviso di parcella", ossia una sorta di memo per il cliente con la somma dovuta. Se anche fossero state fatture cartacee, è il concetto, sarebbero state da cestinare. Le difficoltà e il margine di errore del 6% sono, insomma, inferiori a quelli registrati quattro anni fa, quando introducendo per la prima volta l'obbligo di fatturazione elettronica per i fornitori della Pubblica amministrazione la percentuale di errori ha raggiunto il 30%.

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La normativa prevede infatti l'esonero dall'emissione della fattura elettronica per gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto "regime di vantaggio" e quelli che rientrano nel cosiddetto "regime forfettario", ma anche i "piccoli produttori agricoli" che già sono esonerati dall'emissione di fatture. In altre parole, le operazioni rese a o ricevute da soggetti non residenti nel territorio dello Stato italiano sono esenti dagli adempimenti legati alla fatturazione elettronica. Un altro termometro per misurare le eventuali proteste o le tipologie dei disservizi è il call center dell'Agenzia, che non avrebbe ricevuto segnalazioni di particolari anomalie nell'emissione delle fatture da parte di operatori, aziende o commercialisti.

Per compilare una fattura elettronica è necessario collegarsi tramite un PC, tablet o smartphone alla rete internet.

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