Bankitalia: Di Maio, da diversi anni non ci prende con stime

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Interpellato sul più che mai rumoroso taglio alle stime del Pil arrivato da via Nazionale - 0,6% per il 2019 contro l'1% segnalato in precedenza e lo 0,9 e 1% per 2020 e 2021 - il ministro del Lavoro del governo gialloverde non ha risparmiato critiche per Bankitalia.

Non c'è bisogno di capacità analitiche eccelse, per leggere nel gesto, documentato, la ferma intenzione di prendere le distanze soprattutto da uno dei due punti del programma-contratto che storicamente più stanno scomodi alla componente leghista dell'Esecutivo: il reddito ai cittadini.

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Giuseppe Conte, Luigi di Maio e Matteo Salvini si dovrebbero incontrare nelle prossime ore al fine di vedere insieme gli ultimi punti legati alle coperture, reddito, pensioni e anche Tav. Tutti quelli che dicevano che non si poteva fare.

Anche lo stesso governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha commentato i dati, affermando che l'aumento del debito "ci rende oggi molto difficile la possibilità di manovra sugli investimenti che servono alla crescita". Confermato l'importo di 780 euro per il reddito di cittadinanza. Ma gli enti che sono su carta, non li abbiamo messi su carta e poi sentiti: stiamo dialogando con loro dal primo giorno. "Sono felice di poter abbracciare, di poter portare un minimo di conforto e tutto l'affetto e il calore di milioni di italiani agli orfani, alle vedove, ai papà che hanno perso i figli, ai figli che hanno perso i papà, portando la certezza che lo Stato c'è", ha aggiunto. Le abbiamo chiamate "norme antidivano", spiega.

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