Spotify inizia a bloccare le versioni craccate con Adblock

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Dopo il giro di vite alle app crackate - che ha causato la sospensione e la cancellazione di tantissimi account che utilizzavano software modificati - si ritorna a parlare di Spotify e degli utenti che provano ad aggirare le restrizioni imposte dalla versione Free. Ovviamente, nei casi più gravi si procederà con il ban permanente del profilo dell'utente incriminato.

Le misure adottate dalla compagnia per bloccare e punire questi fenomeni saranno più esemplari: Spotify, infatti, ha predisposto che a partire dal 1 marzo 2019 saranno bannati tutti gli account pizzicati nella pratica di blocco delle pubblicità.

Spotify ha recentemente aggiornato i Termini del contratto di servizio, dove ora viene fatto esplicito divieto di utilizzare strumenti in grado di "eludere o bloccare gli annunci nel servizio Spotify, o la creazione o la distribuzione di strumenti progettati per bloccare pubblicità nel servizio Spotify".

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Spotify è senza dubbio la piattaforma streaming musicale e a dimostrarlo sono i risultati pubblicati apertamente e in riferimento al periodo Q4 2018.

Tramite alcuni sistemi di controllo l'app rileva se vengono utilizzati strumenti di ad-blocking, e per contrastarli disattiva temporaneamente gli account fino a quando l'utente non rimuove i software incriminati.

Per quanto riguarda gli interessati, avranno tempo fino al 2 marzo, data in cui la regola entrerà in vigore, per conformarsi alla nuova politica di utilizzo di Spotify.

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