Addio a Marella, protagonista di un'epoca che non c'è più

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Al suo ritorno in Italia, si dedica con successo al design, soprattutto di tessuti di alta moda, tanto da aggiudicarsi, nel 1977, il premio "Product Design Award of the Resources Council Inc", considerato l'Oscar del disegno. Non è un caso che il maestro della fotografia Richard Avedon, osservandola per un ritratto la chiamò "il cigno". Un anno dopo, nel 1953, sposa in un castello nei pressi di Strasburgo Gianni Agnelli. Ma non una vita di sole rose e fiori: inevitabilmente segnata dalla stridente tragedia nel 2000 della morte del figlio Edoardo, e più di recente anche le incomprensioni con la figlia Margherita sull'eredità. Nell'ottobre 2000, a coronamento di una carriera brillante nel mondo dell'arte e della cultura, ha ricevuto il titolo di "Grande Ufficiale dell'Ordine di Merito della Repubblica Italiana".

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Tutto era pronto anche per la realizzazione dello shooting fotografico con i protagonisti poi slittato a data da destinarsi. Il no dell'azienda di Viale Mazzini a Gionata Boschetti, questo il suo vero nome, starebbe suscitando diverse reazioni.

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Già a partire da Venerdì 22 Febbraio correnti d'aria fredde determineranno un abbasamento delle temperature anche di 10°C . Venti impetuosi soffieranno con raffiche fino a 100Kmh su gran parte del sud e fino alla Sardegna.

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La bellissima cantante si racconta dopo l'esperienza al Festival di Sanremo e a qualche mese dal ritorno di fiamma con il collega. Poi, rivedendo la clip di quello che è successo, ha commentato con Silvia Toffanin: "Io generalmente evito le polemiche.

Marella Caracciolo è morta a Torino. Molti suoi libri sono dedicati a una delle sue passioni principali, i fiori: nel 1987 ha pubblicato il best seller "Giardini Italiani" della Weidenfeld e Nicholson, nel 1995 "Il Giardino di Ninfa", nel 1998 "Giardino Segreto", nel 2007 "Ninfa Ieri e Oggi". A Villar Perosa, in forma privata, i funerali, come si apprende da La Stampa. Marella Agnelli ricopriva ancora il ruolo di presidente onorario. Colta, spirito creativo, Donna Marella è stata disegnatrice di tessuti d'arredamenti e anche scrittrice. La Pinacoteca fu inaugurata nel 2002 e l'edificio che la ospita fu progettato da Renzo Piano: il corpo principale (che Renzo Piano ribattezzò "lo scrigno") accoglie venticinque capolavori dal Settecento alla metà del Novecento (tra cui sei vedute del Canaletto, due del Bellotto, due gessi di Canova, dipinti impressionisti di Renoir e Manet, un dipinto di Giacomo Balla, un'opera di Picasso del periodo blu, e sette tele di Matisse che compongono un insieme che non ha eguali in Italia), mentre i rimanenti cinque piani dell'edificio sono destinati alle mostre temporanee, agli uffici, al centro didattico, e a una biblioteca specializzata nel collezionismo d'arte.

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