Spotify accusa Apple: "Limita la scelta degli utenti"

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Il direttore del portale streaming spiega che "Se pagassimo questa tassa, ci obbligherebbe a gonfiare artificialmente il prezzo del nostro abbonamento Premium ben al di sopra del prezzo di Apple Music".

Dato l'impasse della situazione e la volontà di Apple di non modificare queste condizioni, Spotify è passata alle maniere forti e ha depositato, in questi giorni, formale denuncia per concorrenza sleale. Alla denuncia si accompagna l'apertura di un sito web e la pubblicazione di un video su YouTube che si rivolgono invece agli utenti comuni, per tentare di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema ed eventualmente fare fronte comune con altri sviluppatori scontenti. Questo "in teoria, va bene" per Ek, ma "nel caso di Apple, continua a darsi un vantaggio ingiusto ogni volta che puo'".

Ek porta alcuni esempi.

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Horacio Gutierrez, consulente legale di Spotify, ha affermato che la società è stata costretta a utilizzare il sistema di fatturazione Apple nel 2014, ma poi non ha potuto che aumentare la tariffa mensile del servizio Premium da 9,99 a 12,99 euro, proprio quando Apple Music ha lanciato il suo prezzo iniziale di 9,99 euro. Aumentando il costo degli abbonamenti di Spotify, gli utenti sarebbero più propensi a scegliere Apple Music. "E per mantenere i nostri prezzi competitivi per i clienti, questo è qualcosa che non possiamo fare".

Inoltre, come se ciò non bastasse, qualora Spotify decidesse di non consentire agli utenti pagamenti con circuito Apple, comunque andrebbe a perdere di funzionalità e di comodità, andando quindi a creare un malcontento nella clientela che la porterebbe inevitabilmente a passare dalla parte del competitor. "Per esempio limitano la nostra comunicazione con i clienti". Nella seconda parte del messaggio Elk chiede ad Apple lo stesso trattamento che la casa di Cupertino riserva a servizi come Uber o Deliveroo, i cui ordini non sono gravati dal meccanismo del 30%. Spotify denuncia alla UE, in particolare, che Apple costringe alcuni servizi a pagare una tassa del 30% per ogni acquisto fatto all'interno dell'app o dell'App Store. Infine il fondatore di Spotify dichiara che tutte le app "debbano essere in grado di competere in modo equo sul merito e non in base a chi possiede App Store".

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