Spagna: Vox, questo è solo l'inizio - Ultima Ora

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Il leader socialista Sanchez, che avrà certamente l'incarico di formare il governo, dovrà dunque cercare di formare una coalizione più ampia. Ha terminato il suo mandato con elezioni anticipate, non potendo approvare il bilancio per mancanza di sostegno da parte del nazionalismo catalano.

Socialisti del Psoe in testa alle elezioni legislative in Spagna, ma senza una maggioranza chiara. E qui sta tutto il dilemma di Sánchez: recuperare Junqueras lo riporterebbe alla Moncloa con una maggioranza di sinistra, ma - referendum per l'indipendenza o meno - lo esporrebbe al revanscismo delle tre destre.

Il successo degli indipendentisti dimostra che la causa secessionista non è stata ancora abbandonata e né la detenzione di alcuni leader né l'assenza di Puigdemont hanno fatto cambiare idea a chi crede che Barcellona dovrebbe diventare una repubblica a se stante. El Mundo, quotidiano di Mardid, mette in risalto la divisione del centrodestra in tre formazioni, che di fatto ha fatto perdere fino a 23 seggi rispetto a quelli che avevano il Pp e Ciudadanos nel 2016.

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Sono state elezioni molto interessanti perché da un lato il Partido Popular è andato molto male, ottenendo praticamente la metà dei seggi rispetto all'ultima chiamata elettorale. Ai centristi di Ciudadados vanno 57 seggi, alla sinistra radicale di Podemos 35 seggi. Mentre Podemos, la formazione di sinistra guidata da Pablo Iglesias, è sceso da 71 a 42 deputati con il 14,3 per cento. Il Psoe precede il Partito popolare, Ciudadanos, Podemos e Vox, che per la prima volta entra in Parlamento. Pare invece escluso un accordo con gli indipendentisti catalani. Ha votato per un governo che metta fine alla precarietà e allo sfruttamento del lavoro e quindi cancelli le leggi, comprese quelle votate dai socialisti, che hanno permesso alla precarietà di dilagare. Durante la riunione del comitato esecutivo nazionale del partito convocata oggi, il leader dei popolari Pablo Casado è partito dall'"autocritica" promessa, senza edulcorare quanto accaduto, ma ha anche lanciato la campagna elettorale verso 26 maggio.

Sanchez, però, si è dimostrato ottimista. Solo un governo che sappia guardarsi dentro e intervenire nelle innumerevoli contraddizioni di una Nazione in ginocchio può donarle un minimo di stabilità, evitando un ennesimo ritorno alle urne che potrebbe provocare una destabilizzazione dalle conseguenze imponderabili. Tuttavia, il PSOE studia a malapena le opzioni che deve raggiungere la maggioranza, anche se lascia aperta la possibilità di andare da solo. Alle due sinistre non basterà unirsi per poter formare un governo.

Le elezioni politiche in Spagna hanno consegnato la vittoria al Partito socialista, che conquista 123 seggi su 350. Purtroppo, però, i numeri non sono sufficienti.

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