Di Maio: in Cdm siamo maggioranza, su Siri non arretriamo

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Una situazione che ha già generato profonde tensioni tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini e che il filone di indagine potrebbe acuire. Siri è accusato di aver cercato di far approvare una serie di emendamenti a favore dei produttori di energia eolica, per favorire un imprenditore vicino alla mafia siciliana. Il senatore leghista avrebbe intestato la proprietà - costituita da sette appartamenti, un negozio, un laboratorio e alcune cantine - alla figlia ma il denaro, come scritto nell'atto, sarebbe stato messo a disposizione dal padre, a titolo di liberalità, pertanto non soggetto all'imposta di donazione.

Del caso si è occupata anche la trasmissione Report che, nella puntata in onda stasera, lunedì 6 maggio, spiega che è stato proprio il notaio che ha stipulato l'atto a segnalare la compravendita come operazione sospetta alla Banca d'Italia. Però adesso Siri ha comunicato alla Procura di Roma che non intende rispondere alle domande.

"Gli italiani, gli investitori, le imprese, i lavoratori vogliono anche un governo stabile con una prospettiva, non dove si cerca un pretesto per rompere "su un terreno che gli conviene". Il problema che a garanzia di quel mutuo non c'era niente. "Presumo che la questione sia da tempo all'attenzione delle Autorità sammarinesi preposte".

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Di Maio sembra ormai certo che le cose possano andare in questo modo, anzi secondo un retroscena del Corriere della sera: "Ci sono fin troppi segnali". Il fascicolo, da quanto si è saputo da fonti investigative, è ancora a modello 45, cioè senza ipotesi di reato ne indagati. Di questo mi occupo.

Per Siri, dunque, il fronte giudiziario si complica ulteriormente. "Lo dice il M5s"- Anche due componenti dell'esecutivo del M5s - il ministro Danilo Toninelli e il sottosegretario Vito Crimi - rilanciano la richiesta di dimissioni. La risposta a Di Maio e al M5S finisce qui o ci sarà dell'altro? Si può tirare la corda fino all'ultimo, ovvero fino qualche ora prima dell'inizio del prossimo Consiglio dei Ministri durante il quale il Premier dovrebbe revocare la nomina di Siri a sottosegretario, avviando così quella procedura che si completa con la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica. Nel 2013 fu candidato sindaco a Bresso con il Partito Italia Nuova. Suo figlio, Marco Luca Perini, è a capo della segreteria di Siri e coordinatore della Scuola di formazione politica della Lega. "Posso solo ribadire che l'acquisto dell'immobile è stato perfezionato nella totale trasparenza e nel pieno rispetto delle regole".

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