Giudizio Ue su Italia: l'impatto su mercati e Spread

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In confronto il titolo di riferimento della Spagna - che ricordiamolo non ha ancora un governo dopo l'esito incerto delle elezioni generali - rende meno dell'1%.

La Commissione Europea ha di nuovo abbassato le stime di crescita per il PIL italiano nel 2019, passando dallo 0,2 per cento allo 0,1 per cento, mentre per il 2020 la stima di crescita è passata dallo 0,8 per cento allo 0,7 per cento.

Le stime sono al ribasso perché a febbraio le stesse istituzioni avevano previsto un +0,2% per il 2019 e +0,8% nel 2020. Il nostro Paese rimane così all'ultimo posto della classifica europea della crescita, senza minimamente avvicinarsi agli altri. Ricordiamo che in autunno la stima era rispettivamente di 131% per il 2019 e 131,1% per il 2020.

La nuova stima di Bruxelles coincide comunque con quella indicata dal governo nel Def nel cosiddetto "scenario tendenziale", cioè quello che non include ancora gli effetti delle misure programmate dal governo giallo-verde.

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Quel che mette in allarme l'Europa è soprattutto l'esplosione di deficit e debito.

Dice la Commissione: "La crescita sommessa e l'allentamento di bilancio intaccheranno i conti pubblici, con deficit e debito che saliranno fortemente".

Disoccupazione in aumento con il reddito di cittadinanza La Commissione evidenzia poi che la bassa crescita si ripercuoterà anche sull'occupazione, con un involontario aumento del tasso di disoccupazione legato al reddito di cittadinanza, visto che aumenterà il numero di chi cerca un impiego, conteggiati ufficialmente come disoccupati. Su deficit e debito: secondo l'Unione Europea questi due indicatori rischiano di andare fuori controllo. Nel 2019 il deficit salirà al 2,5 per cento e nel 2020 al 3,5 per cento (le stime non tengono conto di un eventuale aumento dell'Iva), mentre il debito salirà al 133,7 per cento del PIL nel 2019 e al 135,2 per cento il prossimo anno.

Come anticipato nei giorni scorsi da Repubblica, lo scostamento tra il deficit strutturale che il governo dovrebbe assicurare quest'anno e quello che invece si profila dai conti della commissione, è pari all'1,8% del Pil, pari a 30 miliardi di euro.

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