I negozi di cannabis chiusi a Macerata

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Salvini ha poi deciso di fare un cambio di programma rispetto ai suoi impegni istituzionali, in seguito alla notizia di questa mattina della chiusura di due negozi di cannabis light nella città rivierasca della provincia maceratese.

Salta, dopo la polemica rilanciata dal ministro dell'Interno Salvini, il Festival internazionale della canapa che si sarebbe dovuto tenere a Torino, dal 17 al 19 maggio al PalaAlpitour. È la nuova mission del ministro dell'Interno Salvini annunciata al termine dell'incontro coi rappresentanti di una ventina di comunità di recupero per tossicodipendenti.

Presenti all'arrivo del Ministro dell'Interno, il Questore di Macerata Antonio Pignataro, il primo cittadino di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica e il Prefetto del capoluogo Iolanda Rolli.

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Insomma, nel bel mezzo dell'emergenza corruzione e delle mafie che continuano a uccidere innocenti, l'impressione è che il ministro abbia scelto l'ennesimo "capro espiatorio", tutto sommato innocuo, ma ottimo per essere monetarizzato a scopo elettorale.

La proposta Mantero Un'uscita che si chiama dietro la replica anti-pentastellata di Salvini: "Il senatore dei 5 Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera". Del resto non è chiaro in base a quale principio gli shop dovrebbero chiudere, come sottolineato anche dalla ministra della Salute, Giulia Grillo: "Come ministro della Salute non posso chiudere i cannabis shop". Secondo i dati diffusi sul sito, il fatturato è di 6,5 milioni, la superficie coltivata è di 58,5 ettari.

Già un'ora prima dell'arrivo del leader della Lega, in strada si è accalcato un gruppo di persone, sostenitori e curiosi. Durante la conferenza stampa in cui ha illustrato il sequestro, Pignataro ha spiegato di averlo ordinato perché gli era stato chiesto da numerose madri, i cui figli compravano la cannabis legale e la fumavano in casa. Quello che dico faccio - ha concluso -: "chiuderemo uno per uno, strada per strada, via per via tutti i negozi che vengono illegalmente sostanze che danneggiano la vita dei nostri ragazzi e vieteremo tutte le feste, iniziative, esposizioni di droghe che distruggono il cervello dei nostri ragazzi". Una pronuncia che faccia finalmente giurisprudenza, oggi più che mai, serve.

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