Milan, Gazidis: "Vorrei Maldini direttore tecnico. Calciomercato? No ai top player"

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Il giorno dopo l'addio ufficiale di mister Gennaro Gattuso e di Leonardo (e in attesa di scoprire se, come pare, Paolo Maldini possa rimanere come direttore tecnico), il Corriere della Sera delinea un futuro inquietante per i rossoneri. Lui rappresenta i valori e la cultura del club, è l'ideale per gestire l'area tecnica. Forse anche troppo. Ha fatto una analisi e una scelta di grande onestà: non ce la faceva a portare ancora questo peso.

In altri termini, Maldini è d'accordo nello sposare la politica dei giovani talenti a basso costo, ma non è ben chiaro quale sia l'obiettivo finale: fare plusvalenze o costruire una squadra forte di ragazzi cresciuti gradualmente nel Milan. Che i manager alla Gazidis potrebbero guidare l'Arsenal come il Milan, il Siviglia come l'Hoffenheim: a tutte le realtà applicano le loro ricette globali, con il risultato di proporre squadre senza alcuna identità, dove tutti sono di passaggio. Chiaramente sarà supportato perché si lavora in gruppo, ma può darci tantissimo. Sarà che io so affrontare il lavoro - e ne ho fatti solo due nella mia vita, prima il calciatore e ora il dirigente - solo così, ma devo dire che ho trovato questa esperienza molto impegnativa.

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Esulta la Lega di Matteo Salvini , nettamente primo partito alle elezioni europee . "Si mantiene quindi alta l'incertezza politica, in un contesto economico che rimane fragile".

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In sostanza, la geografia del voto ha spostato 6 milioni di voti verso la Lega e tolto tre milioni di voti al M5s. Mentre Di Maio ammette la sconfitta e si complimenta con gli alleati: "Non sono qui a parlare politichese".

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Così poco fa Nicola Zingaretti , segretario del Pd, commentando le Elezioni europee . "Dopo Lega , nessuno cresce come noi". I grillini si sono riuniti a Montecitorio per seguire i risultati delle elezioni ma non c'è stata nessuna conferenza stampa.

"Rispetteremo il Fair Play Finanziario, non arriveranno top player ma acquisteremo giovani perché restino e facciano la storia futura del club". Le precedenti gestioni hanno demolito la situazione finanziaria rossonera, senza oltretutto raggiungere risultati sportivi di rilievo in questi ultimi anni: spese errate, stipendi fuori mercato e scelte non idonee alla situazione in cui verteva il Milan. E' stata una full immersion.

Ma ora è il tempo degli addii. Se non ho parlato in questa annata così intensa è perché con umiltà era giusto prima studiare tutto. Partendo dall'inizio però e ricordando che Elliott ha preso inaspettatamente il club alla fine di luglio e ha dovuto in un paio di settimane risolvere problemi enormi. Ha ereditato un club che non poteva pagare i propri debiti e sulla testa la spada di Damocle di pesanti sanzioni. È un Milan che sta cambiando pelle nuovamente. Non farlo avrebbe significato bancarotta e rischio retrocessione. "Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili".

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