Strage in Virginia, uomo spara e uccide 12 persone

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Una sparatoria nel centro municipale di Virginia Beach, Virginia, ha causato almeno 13 morti e cinque feriti.

Una scena drammatica, intorno alle 16 locali (le 22 da noi) Virginia Beach Municipal Center, l'area della cittadina che comprende diversi edifici dell'amministrazione pubblica, si è trasformata in un teatro dell'orrore. Il killer aveva 40 anni e si era laureato nel 2002 in Ingegneria civile alla Old Dominion University, secondo quanto confermato da un portavoce dell'università.

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"Quattro agenti - ha detto James Cervera, capo della polizia di Virginia Beach - hanno fatto irruzione nell'edificio e il rumore degli spari gli ha permesso di individuare il sospetto, di capire in quale piano stesse commettendo la sua carneficina". Dopo la sparatoria sono stati trovati un fucile accompagnato da una pistola semiautomatica calibro 45. "Abbiamo provato a fare il possibile per mettere in salvo tutti".

Ralph Nortman, governatore della Virginia, ha commentato la sparatoria in toni drammatici: "È un giorno tragico". Eravamo terrorizzati perché sentivamo soltanto gli spari. "Non mi sembrava reale, era come in un sogno", ha continuato la donna, che durante la strage ha informato la madre con un messaggio telefonico. Negli Usa sembra essere tornata la stagione delle stragi indiscriminate in luoghi pubblici: dal 30 aprile a oggi - quindi in poco più di un mese - ci sono stati altri due episodi simili, con vittime. Il 7 maggio, invece, uno studente è rimasto ucciso in Colorado. Anche in quell'occasione un uomo è entrato in classe e ha aperto il fuoco. Purtroppo, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", l'allarme e il dibattito sulle regole per l'accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti si riaccende ogni volta che una nuova strage di massa fa notizia. Dal 2018 lavora a TPI dove si occupa di produzione contenuti pop e news.

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