Trump rilancia la guerra dei dazi con la Cina, male le Borse

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Donald Trump ha annunciato ieri che la Ue e gli Usa hanno firmato un accordo per risolvere definitivamente i loro vecchi contenziosi sulle esportazioni di carne bovina americana.

Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.962,64 punti (-2,27%) e Ftse Mib a 21.046,86 punti (-2,41%).

È un vero e proprio terremoto che coinvolge anche le borse europee. La reazione di Pechino alle ostilità annunciate da Donald Trump sono affidate a un comunicato del ministero cinese del Commercio. "Sto scherzando", ha subito aggiunto.

Ma la Cina ha poche munizioni nel suo arsenale.

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Giovedì, Trump ha promesso d'imporre dazi del 10% su un ulteriore importo di $300 miliardi d'importazioni cinesi a partire dal 1° settembre. Come muoversi allora con le altre valute? Trump cerca di rassicurare spiegando che sarà la Cina a pagare il prezzo dei dazi e non gli americani, poi si dice non preoccupato per la reazione dei mercati azionari.

La Cina ha incolpato gli Stati Uniti per il fallimento dei negoziati commerciali bilaterali svoltisi martedì e mercoledì a Shanghai, tuttavia hanno deciso di incontrarsi di nuovo il prossimo settembre a Washington. Il tycoon teme inoltre che Pechino giochi a prendere tempo, confidando in una sua posizione più conciliante in piena campagna elettorale - quando dovrà rendere conto delle sue promesse - o nella vittoria di un candidato democratico alle presidenziali del 2020.

"Gli effetti dello scontro si estendono dalle borse alle valute fino ai prodotti agricoli dove al centro della battaglia c'è la soia che - sottolinea la Coldiretti - è uno dei prodotti più coltivati nel mondo, largamente usato per l'alimentazione degli animali da allevamento, con gli Stati Uniti che si contendono con il Brasile il primato globale nei raccolti seguiti, sul podio, dall'Argentina per un totale dell'80% dei raccolti mondiali".

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