Brasile. Brucia l'Amazzonia, il fumo nero arriva fino a San Paolo

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Continua l'emergenza incendi in Brasile: un'ondata di roghi sta devastando l'Amazzonia in questi giorni. Una pratica non nuova e purtroppo diffusa in varie parti del mondo.

Gli attivisti ambientali danno la colpa della deforestazione al presidente di destra Jair Bolsonaro, entusiasta di sfruttare le risorse naturali del Paese per dare una spinta alla sua economia barcollante. Gli incendi stanno generando una gigantesca nube di fumo, che ha raggiunto anche la città di San Paolo del Brasile, a oltre 2.700 chilometri dalla zona dei roghi che hanno fatto scattare l'allarme dell'OMS, con conseguenti rischi per la salute delle persone.

Anche molte star stanno chiedendo che la situazione venga gestita nel modo migliore. "Li multano, ma non funziona".

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"Certo che non ho le prove di questo, Dio mio!", ha aggiunto con tono irritato, spiegando che "non è che uno lo lascia per iscritto: 'adesso vado ad appiccare un incendio lì'. La stagione secca crea le condizioni favorevoli per l'utilizzo e la propagazione degli incendi, ma appiccare un incendio è opera dell'uomo, intenzionalmente o accidentalmente", ha detto Alberto Setzer, ricercatore INPE. Anzi, bisogna ricordare che all'inizio dell'anno il governo di Bolsonaro aveva approvato una norma per controllare in maniera rigida i finanziamenti delle organizzazioni non governative, molte delle quali collaborano con le popolazioni indigene dell'Amazzonia. Germania e Norvegia hanno sospeso le loro donazioni al Fondo Amazzonia, il ministro dell'Ambiente Riccardo Salles è stato fischiato e duramente contestato ad una riunione organizzata dall'Onu sui cambiamenti climatici. Solo negli ultimi giorni sono stati più di 6.000. Secondo la Nasa, gli incendi avvenuti nel mese di agosto negli stati amazzonici di Amazonas e Rodonia sono in aumento rispetto allo stesso mese degli anni precedenti. Secondo i calcoli dell'agenzia, il 38.228, ovvero il 52,5%, delle fonti di incendio registrate fino al 18 agosto, sono state rilevate negli stati dell'Amazzonia. Si tratta del numero più alto dal 2013 e arriva dopo due anni in cui il fenomeno era in diminuzione.

"L'impatto degli incendi che stanno interessando l'Amazzonia è duplice - dichiarano da Friday for future in un comunicato diramato a livello internazionale - la foresta pluviale da un canto svolge un ruolo cruciale come assorbitore di carbonio, catturando CO2 dall'atmosfera; dall'altro, ora che brucia, rilascia massicce quantità di gas serra nell'atmosfera; accelerando così il feroce ciclo del riscaldamento globale".

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