Venti di protesta in Egitto

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Proteste al Cairo, ieri contro il governo guidato da Abdelfettah al - Sisi, organizzate sui social network dall'imprenditore egiziano, Mohammed Alì, in esilio in Europa. Mentre l'ex generale si trova in viaggio negli Stati Uniti per partecipare all'imminente summit dell'Onu, migliaia di persone sono scese per strada, invocando la caduta del regime.

Le manifestazioni si sono svolte in otto città. Sono scene che in Egitto non si vedevano da anni. Nell'Egitto di al Sisi occorre un permesso per manifestare.

Diversi camion e camionette della polizia e decine di agenti sono schierati oggi intorno a Piazza Tahrir al Cairo, dove la notte scorsa alcune centinaia di manifestanti si sono radunati scandendo slogan contro il presidente Abdel Fattah al Sisi.

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Al momento si parla di "No lookout", cioè nessuna allerta, ma non viene precisato se il killer è stato arrestato o ucciso. La sorte del killer per ora non è nota ma secondo quanto scrive Reuters non rappresenta più una minaccia.

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Le proteste sono iniziate nella serata di venerdì dopo la partita di calcio tra le due squadre più popolari del Paese. Alcuni giovani manifestanti usciti dalla piazza affermano che alcuni di loro sono stati arrestati. Nella città di porto di Damietta invece i manifestanti hanno rimosso un manifesto che ritraeva l'ex generale.

Non è da sottovalutare poi, come ribadito dalla prof.ssa Corrao, l'altissimo ruolo strategico che hanno avuto e che continueranno ad avere i social media nei paesi arabi: "hanno rotto l'isolamento di molti paesi in cui la libertà di parola è molto ridotta se non inesistente". "Le autorità devono riconoscere che il mondo sta guardando e devono compiere i passi necessari per evitare che si ripetano le atrocità del passato", ha aggiunto.

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