Sbarchi e accoglienza, che cosa cambia con l'accordo di Malta

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"Da oggi l'Italia non è più sola".

All'incontro era presente anche il commissario europeo agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos e il rappresentante degli Interni della Finlandia (Paese che ha la presidenza di turno Ue).

"E' un documento comune" ha detto il ministro maltese Farrugia "che ha superato alcune difficoltà, tutti questa mattina hanno fatto passi avanti" rispetto alle posizioni originarie. Tra questi punti, quello che prevede la redistribuzione di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. La redistribuzione sarà obbligatoria e dovrà avvenire entro quattro settimane dallo sbarco. L'appuntamento si è concluso con il raggiungimento di una soluzione condivisa per la gestione dei flussi migratori dal Nord Africa, lungo le rotte del Mediterraneo, e la distribuzione dei migranti tra i Paesi membri. Dai Paesi partecipanti al vertice (Francia, Germania, Malta e Finlandia) è stata data "ampia disponibilità a seguire una linea europea" in tema di immigrazione, ha spiegato il ministro dell'Interno. "Arriva l'eurobidone" (Il Giornale).

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Attualmente i migranti che arrivano in Italia a bordo delle navi delle Ong e delle motovedette di Guardia di Finanza e della Guardia Costiera vengono registrati negli hotspot e in caso di richiesta di asilo attendono l'esito nei centri di accoglienza. "Non i barchini che arrivano sulle nostre coste", ha precisato il ministro dell'Interno. Al terzo punto c'è il meccanismo di rotazione dei porti di sbarco, su base però volontaria; al quarto è sottolineato che si tratta di un progetto pilota da monitorare in sede di applicazione; infine, l'obiettivo è l'estensione dell'intesa al maggior numero possibile di Paesi comunitari.

Va aggiunto anche che il sistema di multe per i paesi che non collaboreranno sarà effettivo soltanto se l'accordo sarà accolto dall'Ue, l'unica istituzione che può approvare questo genere di misure. "Sento che Italia e Malta non sono più sole". "Un segno di speranza", secondo Msf e Sos Mediterranée, le uniche due ong che operano al momento nel mar Mediterraneo a cui si unirà nei prossimi giorni la Open Arms. In conferenza stampa è stato un coro unanime nel ribadire l'importanza di questo accordo scaturito dal minivertice de La Valletta. Un sistema che "aggira" il Trattato di Dublino dice Lamorgese. L'8 ottobre in Lussemburgo sarà una giornata ancor più importante.

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