Decreto interministeriale Migranti, rimpatri in 4 mesi e 13 Paesi sicuri

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Il Pd boldriniano parla solo di porti spalancata, la gente protesta e i consensi grillini calano. "Domani io darò la maggior parte dei dettagli - precisa - ma ci tengo a dire che questo decreto non va a ledere alcun diritto umano, ma è semplicemente legato ad alcune procedure farraginose rispetto anche ad alcuni Paesi del Mediterraneo".

Spalle al muro, Di Maio prende le distanze dalla sinistra. "Su questo mi spenderò con tutte le mie energie, anche perché credo fermamente che la politica estera italiana la facciano, oltre al Ministero che guido, i nostri imprenditori che esportano eccellenze richieste in tutto il mondo".

Di Maio poi si è detto "preoccupato per i dazi". C'è da dire che il leader del Movimento 5 Stelle ha sfruttato anche il suo astio nei confronti di Matteo Salvini per "rimediare" ai suoi errori, ma questo non è andato giù a Nicola Zingaretti. Da quando c'è il governo giallo-rosso l'immigrazione è di nuovo fuori controllo.

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Sono "7087 arrivi al 27 settembre al 2019, abbiamo 1/3 di quelli arrivati in Italia appartengono a uno di questi paesi. - afferma con soddisfazione Di Maio - Per i meccanismi di rimpatrio dobbiamo attendere anche due anni, per un terzo degli arrivi acceleriamo le procedure da due anni a 4 mesi". Dopo l'annuncio dei giorni scorsi arriva il decreto targato Luigi Di Maio sui migranti. Decisione ovviamente presa di concerto con il Premier Conte e con il ministro dell'Interno Lamorgese. E che è "un lavoro di squadra".

Il decreto sui migranti costituisce insomma una stretta, che va nella direzione opposta a chi pone l'accento sul diritto individuale all'asilo. Per me la soluzione al fenomeno dei migranti è che chi può stare qui deve essere redistribuito in tutti i Paesi europei perché noi paghiamo le tasse a tutta l'Europa. Lo ha detto Luigi Di Maio a Dritto e Rovescio su Rete4 sottolineando che "Sui rimpatri siamo fermi all'anno zero". Si tratta di Albania, Algeria, Bosnia Erzegovina, Capoverde, Kosovo, Ghana, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina, ha annunciato il ministro degli Esteri nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per il quale "con questo decreto, che prevede un elenco di paesi sicuri per i rimpatri, si dimezzano i i tempi per l'esame delle domande di protezione internazionale nei tribunali".

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