Brexit, l'accordo fra Ue e Regno Unito sembra vicino

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Il nuovo stallo arriva dopo l'ottimismo espresso ieri dal premier irlandese Leo Varadkar: aveva detto di aver ricevuto indicazioni da Bruxelles sui "progressi" del negoziato. Sembrava infatti che si potesse trovare un compromesso sulla questione che da mesi è al centro delle discussioni tra Regno Unito e Unione Europea, cioè il modo con cui evitare la creazione di un confine rigido tra Irlanda e Irlanda del Nord.

Il testo della possibile intesa potrebbe essere reso pubblico già domani, ma Varadkar non si sbilancia sui tempi: "Non è chiaro se riusciremo a rivedere l'accordo di recesso già entro il Consiglio Europeo di giovedì".

Ad avvicinare l'intesa - che anche il Guardian dava "a un passo" - sembrava fosse stata la decisione del premier Tory Boris Johnson di fare concessioni per sciogliere il nodo del confine irlandese.

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Commentando le indiscrezioni del Guardian, un portavoce di Downing Street è rimasto prudente, parlando più genericamente di progressi.

Per bocca della 93enne sovrana, l'Esecutivo si è impegnato anche a far sì che i 3,4 milioni di europei residenti nel Regno Unito non siano espulsi, mentre si metterà fine alla libera circolazione con l'UE, instaurando un sistema di immigrazione a punti la cui entrata in vigore dovrebbe avvenire nel 2021.

Le sirene indipendentiste di questi giorni, per quanto ancora abbastanza flebili, hanno comunque messo in allerta i settori paramilitari e militarizzati dell'unionismo e secondo quanto riporta il Belfast Telegraph non sono da escludere azioni di protesta e campagne di disobbedienza civile in un prossimo futuro. Johnson ha parlato per esempio della possibilità che l'Irlanda del Nord rimanga nel territorio doganale del Regno Unito, ma che imponga allo stesso tempo i dazi dell'Unione Europea ai suoi confini esterni: cosa che in poche parole la renderebbe un territorio soggetto a due regimi doganali diversi, un caso piuttosto unico al mondo. Che Johnson però, com'è noto, non intende chiedere.

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