Siria, accordo per una tregua

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L'accordo con gli Stati Uniti - ha precisato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu - costituisce una "pausa" delle operazioni militari della Turchia in Siria, che si trasformerà in una fine definitiva dell'offensiva solo se i curdi si ritireranno interamente, come concordato. Un "cessate il fuoco" frutto di un accordo raggiunto dal vicepresidente americano Mike Pence dopo lunghi colloqui al palazzo presidenziale con la leadership turca.

Donald Tusk, intervenuto al termine dei lavori del Consiglio europeo, ha attaccato la Turchia dicendo che questo "cosiddetto cessate il fuoco non era quello che ci aspettavamo, infatti questo non è un cessate il fuoco ma una richiesta di capitolazione dei curdi". Che non usa parole diplomatiche neanche nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: "Non abbiamo dimenticato" la lettera dai toni "privi di cortesia diplomatica" con cui il presidente americano Donald Trump ha chiesto il 9 ottobre scorso di evitare l'offensiva turca in Siria, ma il "rispetto reciproco" spinge a mettere da parte la questione per il momento, ha detto Erdogan.

Secondo Pence, dopo il ritiro delle milizie curde dal confine turco-siriano, entro cinque giorni, partirà il ritiro delle forze armate turche. Il ritiro, ha aggiunto, è "letteralmente già iniziato".

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"Daremo a Ypg - ha spiegato - cinque giorni di tempo per abbandonar l'area, le armi pesanti di Ypg verranno ritirate e le loro postazioni verranno distrutte". Amnesty International denuncia "crimini di guerra" dell'esercito turco e delle milizie sue alleate, mentre esperti dell'Onu hanno aperto un'indagine sull'uso di armi chimiche.

Intanto, sempre Erdogan ha fatto sapere che martedì prossimo, giorno in cui è prevista la fine della tregua, come da accordi tra Ankara e Washington, è in programma a Sochi un incontro con il presidente russo Vladimir Putin: un appuntamento importante definito "come un altro elemento di questo processo" per la creazione di una fascia di territorio sotto il controllo turco nel nord-est della Siria. Una grande cosa per tutti. In secondo luogo, ha condiviso con Erdogan una confidenza che Mazloum Kobani, il capo delle Forze democratiche siriane (Sdf), la coalizione militare guidata da curdi siriani, gli aveva fatto e non doveva probabilmente essere rivelata a quel punto delle trattative, o almeno non in quei termini. "Sono fiero di tutti!", ha scritto ancora su Twitter il presidente Usa Trump.

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